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Sentenze

(Garante Protezione dati personali Newsletter 22.9.2009)

È illecito monitorare in modo sistematico e continuativo la navigazione in Internet dei lavoratori. Lo ha ribadito il Garante privacy, che ha dato ragione ad un dipendente di una ditta privata. La società aveva, infatti, monitorato per nove mesi la sua navigazione on line attraverso un software in grado di memorizzare "in chiaro", tra l'altro, le pagine e i siti web visitati, il numero di connessioni, il tempo trascorso sulle singole pagine. Secondo il Garante l'installazione di un software appositamente configurato per tracciare in modo sistematico la navigazione in Internet del lavoratore viola, infatti, lo Statuto dei lavoratori, che vieta l'impiego di apparecchiature per il controllo a distanza dell'attività dei dipendenti. Peraltro la società non aveva neanche provveduto ad attivare le procedure stabilite dalla normativa qualora tale controllo fosse motivato da "esigenze organizzativ e e produttive" (accordo con le rappresentanze sindacali o, in assenza di questo, autorizzazione della Direzione provinciale del lavoro). Il Garante ha ritenuto, infine, che la società sia incorsa anche nella violazione dei principi di pertinenza e non eccedenza delle informazioni raccolte, poiché il monitoraggio, diretto peraltro nei confronti di un solo dipendente, è risultato prolungato e costante. In base alle Linee guida fissate dall'Autorità i datori di lavoro possono infatti procedere a eventuali controlli ma in modo graduale, mediante verifiche di reparto, d'ufficio, di gruppo di lavoro prima di passare a controlli individuali.(24 settembre 2009)
 
Garante per la protezione dei dati personali - Lavoro privato: monitoraggio degli accessi Internet del dipendente - 2 aprile 2009 - Newsletter 328 del 22 settembre 2009

Il Garante per la protezione dei dati personali

Nella riunione odierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti, presidente, del dott. Mauro Paissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti, e del dott. Filippo Patroni Griffi, segretario generale;

Visto il d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali);

Viste le "Linee guida per posta elettronica e internet" adottate dal Garante con deliberazione n. 13 del 1° marzo 2007, pubblicate sulla G. U. n. 58 del 10 marzo 2007;

Visto il reclamo con cui XY ha lamentato un illecito trattamento di dati personali a sé riferiti da parte di Italian Gasket S.p.A. (società presso cui l'interessato ha prestato servizio fino alla data del suo licenziamento, avvenuto nel mese di novembre 2007), la quale avrebbe minuziosamente monitorato gli accessi a Internet effettuati dal reclamante per un ampio arco temporale in violazione della disciplina prevista dallo Statuto dei lavoratori per il controllo a distanza dell'attività lavorativa (art. 4, l. 20 maggio 1970, n. 300) e dei principi di protezione dei dati personali richiamati nelle menzionate Linee guida;

Visto quanto precisato dal reclamante, secondo cui la menzionata attività di monitoraggio effettuata dalla società avrebbe determinato l'irrogazione di alcune contestazioni disciplinari nei confronti dell'interessato, tra l'altro, per l'indebito utilizzo dello strumento elettronico assegnatogli in dotazione per lo svolgimento dell'attività lavorativa (cfr. reclamo del 4 agosto 2007, in atti, pp. 1-2);

Vista la documentazione prodotta dal reclamante, che reca stampa delle pagine web visitate dall'interessato in un arco temporale pari a circa quattro mesi (dal 10 aprile 2007 al 25 luglio 2007), pagine che sarebbero state analiticamente registrate mediante utilizzo di un apposito software (denominato Squid) in grado di effettuare la memorizzazione ("caching") delle pagine web visualizzate;

Viste le richieste formulate nel reclamo, con particolare riferimento all'adozione dei provvedimenti ritenuti più opportuni, anche a tutela degli altri lavoratori operanti presso la società;

Esaminate le risultanze istruttorie;

Preso atto di quanto dichiarato dalla società ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 168 del Codice, secondo cui l'attività di monitoraggio sarebbe stata avviata solo a seguito di disservizi provocati dal reclamante nell'utilizzo della rete Internet, riconducibili ad un'"eccessiva attività di scarico dati effettuata dalla postazione" riferita al medesimo reclamante (cfr. verbale di operazioni compiute del 25 febbraio 2009, p. 3);

Rilevato che tale attività di monitoraggio è stata effettuata mediante utilizzo "del sistema di web proxy server Squid, appositamente installato e configurato dal responsabile del Ced pro-tempore al fine di monitorare le attività svolte dal sig. XY" (cfr. verbale di operazioni compiute del 25 febbraio 2009, cit., p. 3);

Rilevato che la predetta attività, che "ha coperto l'arco temporale di circa nove mesi, dal febbraio all'ottobre 2007", è avvenuta mediante configurazione delle funzionalità del software installato con modalità tali da registrare gli "accessi a tutti i siti web visitati dal […] ", con evidenziazione anche dei relativi domìni. Rilevato altresì che i log di accesso ai siti sono risultati essere "elaborati quotidianamente da un software denominato SARG […] che generava la relativa reportistica in un formato di più semplice lettura e analisi" (cfr. verbale di operazioni compiute del 25 febbraio 2009, cit., p. 4), tale da consentire al titolare del trattamento di venire a conoscenza e memorizzare "in chiaro":

il sito visitato ("accessed site");

il numero di connessioni ("connect");

la dimensione complessiva delle pagine visualizzate in rapporto al numero di connessioni effettuate in un periodo predefinito, espressa sia in termini analitici ("bytes") che percentuali ("%bytes");

il rapporto (in percentuale) tra i dati richiesti dal client provenienti dalla cache e quelli provenienti direttamente dal server ("in-cache-out");

il tempo trascorso sulle pagine visitate, espresso sia in termini analitici ("elapsed time" e "milisec") che percentuali ("%time");

Rilevato che al reclamante, al pari di tutti gli altri dipendenti dell'azienda abilitati all'uso della rete Internet, erano "state fornite specifiche istruzioni circa l'utilizzo della postazione informativa individuale" (cfr. all. n. 1 al verbale, recante il "Regolamento aziendale per la sicurezza e l'utilizzo delle postazioni di informatica individuale" del 15 gennaio 2007, ove al punto 6.3. si legge che "è assolutamente proibita la navigazione in Internet per motivi diversi da quelli strettamente legati all'attività lavorativa"), peraltro "sottoscritte per presa visione" dai medesimi dipendenti, compreso lo stesso reclamante (cfr. verbale di operazioni compiute del 25 febbraio 2009, p. 2; cfr. altresì all. n. 1 al verbale);

Rilevato altresì che il reclamante era stato previamente informato circa i controlli che sarebbero stati effettuati sulla propria postazione individuale in ordine agli accessi effettuati alla rete (cfr. allegato n. 2 al verbale del 25 febbraio 2009; cfr. altresì all. n. 1 al verbale del 26 febbraio 2009);

Preso atto di quanto dichiarato dalla società in ordine all'impossibilità di adottare misure di carattere inibitorio per l'accesso a siti non pertinenti l'attività lavorativa, soluzione che, ancorché valutata e sperimentata in passato dalla società, non è stata ritenuta praticabile (cfr. verbale di operazioni compiute del 25 febbraio 2009, cit., p. 2);

Rilevato che, alla luce delle dichiarazioni rese dalla società (secondo cui "nessuna attività di monitoraggio è stata effettuata in passato nei confronti di dipendenti diversi dal ": cfr. verbale di operazioni compiute del 26 febbraio 2009, cit., p. 2) e della documentazione prodotta (la quale ha evidenziato che l'attività di tracciamento e di registrazione degli accessi alla rete Internet nei confronti del reclamante è avvenuta "in deroga alla normale prassi aziendale": cfr. all. n. 1 al verbale del 25 febbraio), non risulta allo stato provato che detta attività di monitoraggio abbia in passato interessato anche altri dipendenti;

Rilevato che il menzionato software Squid risulta essere ancora installato e attivo con funzionalità diverse, tali da consentire "la gestione del proiettore, nonché l'aggiornamento automatico del sistema antivirus presente nelle singole postazioni client" (cfr. verbale di operazioni compiute del 25 febbraio 2009, cit., p. 3). Rilevato altresì che lo stesso software, alla luce delle dichiarazioni rese dalla società e a seguito dei tentativi di accesso effettuati in loco su un computer di un dipendente (che non hanno evidenziato la presenza di un proxy impostato nel browser Internet explorer: cfr. verbale di operazioni compiute del 25 febbraio 2009, cit., p. 4), non risulta allo stato "configurato in modalità di registrazione dei log di navigazione web", ma che potrebbe comunque "essere utilizzato in futuro per le medesime attività di monitoraggio" sopra richiamate (cfr. verbale di op erazioni compiute del 25 febbraio 2009, cit., p. 5), ancorché non sia intenzione della società utilizzarlo in tal senso (cfr. verbale di operazioni compiute del 25 febbraio 2009, cit., p. 2);

Ritenuto che l'installazione di un software con funzionalità appositamente configurate per il tracciamento (sistematico e continuativo) degli accessi ad Internet da parte dell'interessato –con la conseguente memorizzazione di tutte le pagine web visualizzate dal reclamante– risulta essere avvenuta in violazione dell'art. 4, comma 1 della legge 20 maggio 1970, n. 300, che vieta l'impiego di apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori; rilevato, inoltre, che la società non ha neanche provveduto a svolgere gli adempimenti previsti dal secondo comma della medesima disposizione, in relazione alle funzionalità che mediante il software installato legittimamente possono essere perseguite per "esigenze organizzative e produttive" (cfr. verbale di operazioni compiute del 26 febbraio 2009, cit., p. 2);

Ritenuto, pertanto, che il trattamento di dati personali riferiti al reclamante, limitatamente agli accessi effettuati alla rete Internet, non risulta essere stato effettuato lecitamente dalla società (artt. 11, comma 1, lett. a) e 114 del Codice; cfr., altresì, il punto 4 delle menzionate Linee guida);

Ritenuto inoltre che detto trattamento non risulta essere stato lecitamente svolto neanche sotto il profilo della pertinenza e non eccedenza delle informazioni raccolte (art. 11, comma 1, lett. d), del Codice), tenuto conto che il monitoraggio effettuato dalla società (peraltro diretto ed esclusivo nei confronti del reclamante) risulta essere stato prolungato e costante (cfr. le citate Linee guida, punto 6);

Considerato che il Garante può disporre il divieto del trattamento ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. c), e 154, comma 1, lett. d), del Codice in caso di trattamento di dati illecito o non corretto;

Ritenuto pertanto di dover disporre, nei confronti di Italian Gasket S.p.A., il divieto dell'ulteriore trattamento dei dati personali riferiti al reclamante, limitatamente al monitoraggio degli accessi a Internet;

Ritenuto di dover disporre la trasmissione degli atti e di copia del presente provvedimento all'autorità giudiziaria per le valutazioni di competenza in ordine agli illeciti penali che riterrà eventualmente configurabili;

Viste le osservazioni formulate dal segretario generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;

Relatore il dott. Mauro Paissan;

Tutto ciò premesso il Garante

1. ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. c) e 154, comma 1, lett. d), del Codice, vieta a Italian Gasket S.p.A. l'ulteriore trattamento dei dati personali riferiti al reclamante, limitatamente al monitoraggio degli accessi a Internet (artt. 11, comma 1, lett. a) e d) e 114 del Codice e art. 4, primo comma, l. 20 maggio 1970, n. 300);

2. dispone la trasmissione degli atti e di copia del presente provvedimento all'autorità giudiziaria per le valutazioni di competenza in ordine agli illeciti penali che riterrà eventualmente configurabili.

 

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PROMOZIONE AL GRADO DI SERG. MAGG. CAPO DELL'A.M.

E' stato finalmente pubblicato il decreto di promozione al grado superiore dei sergenti maggiori dell'A.M. compresi nella 3^ aliquota di avanzamento riferita al 31 dicembre 2012.

Una problematica rappresentata in tutti le sedi dai dei delegati Cocer AM Antonsergio Belfiori e Alfio Messina che con il loro interessamento hanno sempre richiesto che si velocizzassero le procedure di avanzamento ottenendo, per ultimo, che dei sottufficiali venissero inviati in supporto all'ufficio disciplina per accelerare i lavori.


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Avatar di scuro
scuro ha risposto alla discussione #7515 5 Anni 2 Mesi fa
infatti sul sito di persomil del decreto non c'è più traccia.
Avatar di Alfio Messina
Alfio Messina ha risposto alla discussione #7514 5 Anni 2 Mesi fa
sembra che Persomil abbia fatto un errore e abbia annullato il decreto... stiamo verificando...
Avatar di scuro
scuro ha risposto alla discussione #7511 5 Anni 2 Mesi fa

Alfio Messina ha scritto: No, si tratta della 3^ aliquota del 1° e 2° corso AM


grazie alfio,per quanto riguarda il 3° invece quando si saprà qualcosa ?

SBLOCCO SALARIALE: MISSIONE COMPIUTA

 

Il Cocer Aeronautica, all’indomani degli avvenuti e solerti accrediti delle competenze nel mese di gennaio c.a., verifica con soddisfazione che l’azione intrapresa congiuntamente da Cocer e Sindacati di polizia per lo sblocco del tetto salariale del personale del Comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso Pubblico ha avuto compimento. 

Tale risultato è il frutto di un’azione di lunga durata e di ampio respiro intrapresa nel corso dell’anno 2014 in simbiosi con i Cocer delle altre FF.AA. e FF.PP. ad ordinamento militare e Sindacati di polizia e soccorso pubblico. 

Il punto di non ritorno di questa vertenza è da individuare nelle azioni intraprese nel mese di settembre 2014 culminate nell’incontro con il Governo, alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei ministri competenti il 7 ottobre u.s.. 

Un percorso accidentato, non privo di ostacoli e costellato da numerose prese di posizione che sostenevano posizioni minimali quasi che l’interesse del personale non fosse un completo sblocco salariale. Altri personaggi, di volta in volta individuabili in soggetti esterni e interni alla stessa Rappresentanza Militare ed a quella sindacale, hanno tentato invano operazioni demagogiche, opportunistiche e di impossibile realizzazione. 

I Cocer hanno superato ogni ostacolo e respinto a “mani nude ed a viso aperto” lusinghe e proposte irricevibili. 

Di positivo abbiamo trovato alcuni Capi di Forza Armata e Comandanti Generali che hanno lavorato per il buon esito della vicenda. Abbiamo altresì avuto dalla nostra parte tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione senza distinzione alcuna, le forze sociali ed, in dirittura finale, il Governo nelle sue massime figure rappresentative, che hanno riconosciuto la fondatezza delle istanze sebbene non tutte siano state poi recepite integralmente. 

In tale azione il Cocer Aeronautica ha avuto un ruolo da protagonista ben al di là di ogni reale possibilità contemplata dalle desuete norme regolamentari di funzionamento dell’Organismo, dando forza alla necessità di una radicale riforma.  

Ciò è stato possibile per i singoli delegati della Rappresentanza Militare tutta, che ha operato in completa sinergia, soprattutto grazie alla condivisione ed al convinto supporto e sostegno di Voi tutti, donne e uomini dell’Aeronautica Militare che in questo momento ringraziamo con il cuore.  

Altre sfide ci attendono sempre con Voi alle spalle!

 

Roma, 22 Gennaio 2015 

IL COCER AERONAUTICA

 

 


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Avatar di VECCHIATO
VECCHIATO ha risposto alla discussione #7501 5 Anni 2 Mesi fa
grandissimi ragazzi!!!!!
Avatar di golia
golia ha risposto alla discussione #7500 5 Anni 2 Mesi fa
come si dice nei nostri ambienti lavorativi un BRAVO ZULU per il lavoro svolto.

CASO MARÒ: CONVOCATO COCER INTERFORZE

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Delegato Alfio Messina, preoccupano notizie dall'India su mancato permesso a Girone

Roma, 3 gen. (AdnKronos) - «Il Cocer Interforze si riunirà il prossimo 7 gennaio 2015 per discutere e intraprendere delle iniziative a supporto dei due fucilieri di Marina trattenuti in India anche alla luce dell'imminente scadenza del permesso speciale concesso a Latorre per motivi sanitari».

Ne dà notizia il delegato del Cocer Alfio Messina. «Latorre adesso è ricoverato a Milano e a lui vanno principalmente i miei auguri di pronta guarigione ma anche la notizia pubblicata sul quotidiano indiano 'The Economic Times' basata su fonti di un alto funzionario locale, che riferisce di come il vero motivo della mancata concessione a Girone di un permesso natalizio fosse quello di tenerlo 'ostaggiò a garanzia del ritorno di Latorre in India mi preoccupa parecchio», rileva Messina. (Mac/AdnKronos) 

 

DIFESA, MARO’: IL COCER INTERFORZE CONVOCATO D’URGENZA
 
(AGENPARL) – Roma, 03 gen – “Il Cocer Interforze si riunirà il prossimo 7 gennaio 2015 per discutere e intraprendere delle iniziative a supporto dei due fucilieri di Marina trattenuti in India anche alla luce dell’imminente scadenza del permesso speciale concesso a Latorre per motivi sanitari”.
“Latorre adesso è ricoverato a Milano e a lui vanno principalmente i miei auguri di pronta guarigione ma anche la notizia pubblicata sul quotidiano indiano «The Economic Times», basata su fonti di un alto funzionario locale, che riferisce di come il vero motivo della mancata concessione a Girone di un permesso natalizio fosse quello di tenerlo “ostaggio” a garanzia del ritorno di Latorre in India mi preoccupa parecchio”.

Lo dichiara Alfio Messina, delegato presso il COCER Interforze.

 

Marò, Cocer interforze: convocata riunione d'urgenza
 
Roma, 3 gen. (askanews) - Il Cocer, Consiglio centrale di rappresentanza, Interforze è stato convocato d'urgenza "per discutere e intraprendere delle iniziative a supporto dei due fucilieri di Marina trattenuti in India anche alla luce dell'imminente scadenza del permesso speciale concesso a Latorre per motivi sanitari": lo ha annunciato il delegato dell'organo di rappresentanza militare, Alfio Messina. Il Cocer Interforze si riunirà il prossimo 7 gennaio 2015.
"Latorre - ha sottolineato il delegato del Cocer - adesso è ricoverato a Milano e a lui vanno principalmente i miei auguri di pronta guarigione, ma anche la notizia pubblicata sul quotidiano indiano 'The Economic Times', basata su fonti di un alto funzionario locale, che riferisce di come il vero motivo della mancata concessione a Girone di un permesso natalizio fosse quello di tenerlo 'ostaggio' a garanzia del ritorno di Latorre in India, mi preoccupa parecchio".

Persomil certifica lo sblocco stipendiale ottenuto dal Cocer

Pubblichiamo la circolare emessa da Persomil in tema di sblocco stipendiale.

Adesso, anche i più scettici, dovranno ricredersi ed accettare il risultato ottenuto lo scorso settembre/ottobre dal Cocer congiuntamente ai sindacati di Polizia.

Fatti e non parole che consentiranno ai colleghi di ricevere da gennaio i propri soldi!

Alfio Messina e Antonsergio Belfiori

 

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Avatar di Alfio Messina
Alfio Messina ha risposto alla discussione #7498 5 Anni 2 Mesi fa
Claudino, cosa c'è da spiegare? Per caso hai in busta paga "classi e scatti"? Credo di no, almeno che tu non sia un ufficiale per i quali invece queste voci sono previste e sono state bloccate anche per il 2015
Avatar di claudino
claudino ha risposto alla discussione #7497 5 Anni 2 Mesi fa
In particolare questo trafiletto......- conferma che gli anni 2011, 2012, 2013, 2014 e 2015 non sono utili ai fini della maturazione degli scatti e delle classi stipendiali;.....grazie
Avatar di claudino
claudino ha risposto alla discussione #7496 5 Anni 2 Mesi fa
Ciao alfio...per favore mi puoi spiegare la email ricevuta oggi riguardante le modalita dello sblocco?

Re.S.I.A: qualificati 21 Sergenti “Informatici”

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Si è concluso, presso il Reparto Sistemi Informativi Automatizzati (Re.S.I.A.), il 25° corso per l'acquisizione della specialità informatica per sottufficiali a cui hanno partecipato 21 sergenti del corso Minerva provenienti dalla Scuola Specialisti di Caserta. Il corso, iniziato lo scorso 28 ottobre, ha avuto una durata di sei settimane.

I frequentatori hanno ricevuto nozioni di base dell'informatica, linguaggi di programmazione e database, reti, sistemi operativi e cenni di cyber defense.

Durante la cerimonia di consegna degli attestati, il Colonnello Costantino Russo, Comandante del Re.S.I.A., ha espresso il suo più vivo compiacimento per i risultati ottenuti e l'impegno dimostrato, sottolineando l'importanza dell'ICT (Information Communication Technology) per l'Aeronautica Militare. Il Comandante ha poi aggiunto che questo corso è soltanto l'inizio di un percorso formativo che proseguirà al rientro nei Reparti di appartenenza.

Il Re.S.I.A., dal 2006 ad oggi, ha contribuito alla formazione di circa 350 militari appartenenti ai Sottufficiali e alla Truppa della Forza Armata nel settore ICT, grazie al costante contributo di personale docente, interno al Reparto.

 

fonte: http://www.aeronautica.difesa.it/News/Pagine/20141216_Qualificati-21-Sergenti-Informatici-Minerva.aspx