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Sentenze

Consiglio di Stato

  Adunanza della Sezione terza del 22 ottobre 2002

 

N° Sezione 2432/02                        

Oggetto

Ministero della difesa.Quesito sull’applicazione degli articoli 1 e 13 della legge 29 marzo 2001, n. 86, relativi al trattamento economico di trasferimento (già disciplinato con legge 10 marzo 1987, n. 100).

                                                

La Sezione

            Vista la relazione trasmessa con nota prot. n. DGPM/IV/12/83173/60, in data 3 luglio 2002, con la quale il Ministero della difesa (Direzione generale per il personale militare)chiede il parere del Consiglio di Stato in ordine all’argomento indicato in oggetto;

            Esaminati gli atti ed udito il relatore ed estensore consigliere Pier Luigi Lodi;

            Premesso:

            Riferisce l'Amministrazione che l'articolo 21 del decreto legislativo 28 febbraio 2001, n. 82, ha integrato l'articolo 39 del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196, nel senso che segue: "Il personale dei ruoli sergenti e volontari di truppa in servizio permanente vincitore di concorso, ammesso a frequentare i corsi formativi previsti, è cancellato dai ruoli per assumere la qualità di allievo. Lo stesso personale, qualora venga a cessare dalla predetta qualità, è reintegrato, ferme restando le dotazioni organiche stabilite dalla legge, nel grado e il tempo trascorso presso le scuole è computato nell'anzianità di grado. Il personale di truppa in ferma e rafferma, assunto in qualità di allievo perché vincitore di concorso, qualora perda la qualità di allievo, è restituito ai reparti/enti di appartenenza, per il completamento degli obblighi di servizio, computando nei medesimi i periodi di tempo trascorso in qualità di allievo. Il predetto personale, ove in possesso di grado, lo perde all'atto dell'assunzione della qualità di allievo; qualora perda detta qualità è reintegrato nel grado precedentemente rivestito. Durante la frequenza del corso, al personale allievo di cui al presente comma competono, qualora più favorevoli, gli assegni del grado rivestito all'atto dell'ammissione ai corsi" (comma 15-bis).

            In precedenza, il personale volontario in servizio permanente, ai sensi della legge 10 maggio 1983, n. 212, e del citato decreto legislativo n. 196 del 1995, continuava ad essere iscritto nel ruolo di appartenenza.

            In sede di applicazione della legge 29 marzo 2001, n. 86, sono sorti problemi per l'attribuzione del trattamento economico di trasferimento al suddetto personale militare, vincitore di concorso interno, che transita da un ruolo ad un altro nel caso in cui, dopo la frequentazione del corso formativo previsto per il conseguimento del grado superiore, anziché ritornare nella stessa sede nella quale era impiegato nel ruolo originario prima dell'inizio del corso, venga destinato d'autorità a sede diversa.

            Analoghi problemi si sono presentati per il passaggio dal ruolo dei volontari in servizio permanente/sergenti al ruolo dei marescialli, passaggio che può anche avvenire con concorso pubblico nel quale è prevista una riserva di posti per il personale militare.

            I dubbi interpretativi sono sorti, in particolare, a seguito della modifica apportata dal decreto legislativo n. 82 del 2001, che attribuisce al personale militare in questione la qualifica di "allievo", prevedendo la sua cancellazione dal ruolo di appartenenza. La stessa norma, tuttavia, dispone il "reintegro" nel grado precedentemente rivestito per il personale che non abbia superato il corso di formazione, presupponendo, quindi, una prestazione di servizio senza soluzione di continuità.

Il riferente Ministero della difesa è dell'avviso che al personale ammesso al grado superiore, a seguito di concorso totalmente o parzialmente riservato al personale militare, spetti l'indennità di trasferimento, a condizione che il posto in ruolo appartenga alla quota di riserva e che non si sia verificata soluzione di continuità tra precedente e nuovo servizio. A sostegno della posizione assunta l'Amministrazione richiama un precedente parere del Consiglio di Stato, Sezione terza, n. 442/01 del 20 marzo 2001, relativo a questioni analoghe riguardante personale militare della Guardia di finanza.

            Il Ministero fa, ancora, presente che altre perplessità sono sorte riguardo alla fattispecie in cui il passaggio al ruolo superiore avvenga per il superamento del concorso pubblico nella porzione di posti che non rientrano nella quota riservata al personale militare, sempre che sussista la predetta condizione della continuità di prestazione dal servizio.

            Su tali punti viene chiesto un chiarimento da parte del Consiglio di Stato.

            Considerato:

            1. - Il primo quesito posto dal Ministero della difesa riguarda la possibilità di corresponsione dell’indennità di trasferimento, prevista dall'articolo 1 della legge 29 marzo 2001, n. 86, per il personale delle Forze armate e delle Forze di polizia trasferito d’autorità ad un’altra sede di servizio, anche in favore del personale militare vincitore di concorso interno che, transitato nel nuovo ruolo, venga destinato ad una diversa sede di servizio.

            Dubbi in proposito sono sorti in relazione alle disposizioni dell'articolo 21 del decreto legislativo 28 febbraio 2001, n. 82, (che ha integrato l'articolo 39 del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196) in base al quale il personale militare ammesso a frequentare corsi formativi è cancellato dal ruolo di appartenenza per assumere la qualità di allievo.

            Ritiene la Sezione che sia fondato l'assunto dell'Amministrazione riferente secondo cui al personale militare ammesso al grado superiore a seguito di concorso riservato, nel caso di cambiamento della sede di servizio, debba essere attribuita l'indennità di trasferimento in questione, non potendosi ravvisare una soluzione di continuità tra il precedente e il nuovo servizio.

            Ciò in quanto, come chiaramente emerge dalla lettura del citato articolo 21 del decreto legislativo n. 82 del 2001, la cancellazione del ruolo ha valore soltanto sul piano meramente formale, essendo evidentemente finalizzata a conferire un medesimo stato giuridico a tutti gli allievi ammessi ai corsi. Ma tale cancellazione non produce, in realtà, effetti sul piano sostanziale atteso che, venendo a cessare la qualità di allievo, è comunque prevista la reintegrazione nel grado (sia pure compatibilmente con le esistenti disponibilità organiche) ed il tempo trascorso presso le scuole è computato nell'anzianità di grado.

            In tale prospettiva va confermato il principio già enunciato da questa stessa Sezione, con parere n. 442/01 del 20 marzo 2001, in ordine al carattere di unitarietà della carriera del militare, anche in presenza del conseguimento di un grado superiore per effetto di promozione, ancorché questa avvenga a seguito del superamento di un apposito corso.

            2. - Soluzione in senso ugualmente positivo, per le stesse ragioni di cui sopra, deve essere data anche al secondo quesito, riguardante specificamente il personale militare ammesso a grado superiore a seguito di concorso parzialmente riservato, a condizione che il posto in ruolo conseguito appartenga alla quota di riserva e sempre che sussista la condizione della continuità di prestazione di servizio.

            3. - Il terzo quesito riguarda la fattispecie in cui il passaggio al ruolo superiore avvenga per il superamento del concorso pubblico, con il conferimento di posti di ruolo non rientranti nella quota riservata al personale militare.

            In questo caso, ad avviso della Sezione, il carattere novativo del rapporto induce a ritenere corretta una soluzione negativa in ordine alla possibilità di attribuzione, a seguito della nuova nomina, dell'indennità di trasferimento di cui si tratta.

            Deve opportunamente mettersi in evidenza, infatti, che in tale ipotesi la posizione del soggetto che consegua la nomina deve essere considerata alla stessa stregua di quella di tutti gli altri soggetti privati che abbiano partecipato alla procedura, per cui viene, in definitiva, a perdere ogni rilievo la precedente appartenenza ad un corpo militare.

            In tale situazione non sarebbe, pertanto, giustificata l'attribuzione di un trattamento economico di trasferimento, atteso che si tratta, invece, della assegnazione della prima sede di servizio al momento della instaurazione di un nuovo rapporto di lavoro nell'ambito delle Forze armate.

P.Q.M.

            Esprime il parere miei sensi di cui in motivazione.

 

L’estensore (Pier Luigi Lodi)

Il Presidente (Walter Catallozzi)

Il segretario (Roberto Mustafa’)

 


MASSIMA (Sez. III 22 ottobre 2002, n. 2432/02):

 

L’indennità di trasferimento prevista per il personale delle Forze armate e delle Forze di polizia dall’art. 1 della legge 29 marzo 2001, n. 86, spetta anche al personale ammesso al grado superiore, a seguito di concorso totalmente o parzialmente riservato al personale militare, di cui alle disposizioni dell’art. 39, comma 15-bis del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196, come modificato dal decreto legislativo 28 febbraio 2001, n. 82, a condizione che il posto in ruolo appartenga alla quota di riserva, in favore dei militari, dei posti messi a concorso, e che non si sia verificata soluzione di continuità tra precedente e nuovo servizio.