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DEPOSITATO AL CONSIGLIO DI STATO L'APPELLO AVVERSO LA SENTENZA DEL TAR DI ROMA

 

Patrocinio: Studio Legale Viglione

 

 

 

 

 

 

 

PREMIO DI CONGEDAMENTO

LA STORIA INFINITA...

Ricorderete benissimo che lo scorso anno, il T.A.R. del Lazio, si pronunciò negativamente su un numero elevatissimo di ricorsi riguardanti il cosiddetto "premio di congedamento". Non esitammo a definire "strana" quella sentenza.

I Giudici del T.A.R., ribaltando i pronunciamenti favorevoli su alcuni ricorsi precedenti (si vedano ad esempio le sentenze T.A.R. Lazio – Roma - Sez. I - 9 giugno 1996 n. 915 e T.A.R. Lazio – Roma - Sez. I – n. 12448 del 2003), ci lasciarono realmente stupiti. Gli stessi, all'interno delle sentenze, infatti, prendevano atto dei precedenti ricorsi favorevoli ma sentenziavano in maniera contraria ai ricorrenti ai quali addossavano, paradossalmente, pure le spese di lite.

Le nostre "contromosse" non si fecero attendere!

Dapprima, in applicazione alla Legge Pinto (L. 89/2001) avviammo un ondata di istanze di risarcimento presso la Corte di Appello di Roma.

Successivamente, ed è questa la notizia, è stato presentato appello avverso la sentenza di primo grado. Pertanto, con ricorso n° 5298 (ed altri), il Consiglio di Stato dovrà pronunciarsi definitivamente su una controversia legale avviata nel lontano 1998 (ricorso n.16611/98).

Di seguito potrete leggere la lettera che l'Avvocato Viglione ci ha fatto pervenire nella quale lo stesso propone ai ricorrenti di adire la Corte di Appello per ottenere i risarcimenti di cui alla legge Pinto. Ovviamente l'invito è rivolto a chi non avesse ancora presentato tale istanza. Nel caso fosse interessati ad aderire potete scrivere al nostro indirizzo email ed ottenere la documentazione necessaria entro il 15 ottobre. (iniziativa conclusa)

Cordiali saluti.

Alfio Messina

Ideatore e Coordinatore di Sergenti.it


La lettera dell'Avv. Viglione

Gent.mo Alfio Messina,

Le comunico di aver inoltrato al Consiglio di Stato, il ricorso in appello avverso la sentenza n°4157/2007 con la quale il Tar Lazio ha respinto il ricorso da Lei e dai Suoi colleghi proposto per l’accertamento del diritto alla corresponsione del premio di congedamento.

Gli ottimi rapporti intercorsi con Lei e con i Suoi colleghi, la considerazione che il Tar con la sentenza de qua ha ribaltato un orientamento che, all’atto della proposizione del ricorso, era a noi favorevole, mi hanno determinato a proporre l’appello senza alcun altro esborso economico per i ricorrenti, reputando sufficiente il fondo spese versato a suo tempo da ciascun ricorrente per il solo ricorso di primo grado.

Restiamo dunque in attesa degli sviluppi della causa dinanzi al Consiglio di Stato ove il ricorso pende con il n° 5298/2008.

L’augurio è che il Consiglio di Stato annulli la decisione assunta dai giudici del Tar che, smentendo le precedenti decisioni a noi favorevoli, ha negato il diritto alla corresponsione del premio di congelamento.

Sarà mia cura informarLa della decisione del Consiglio di Stato.

E’ auspicabile che tale decisione giunga in tempi più rapidi rispetto a quelli del Tar Lazio ove abbiamo atteso, nonostante le mie formali istanze di sollecito, per circa dieci anni la adozione della sentenza.

A tal proposito ritengo doveroso da parte mia informare Lei ed i Suoi colleghi che proprio il notevole lasso di tempo trascorso prima che il Tar pronunciasse la sentenza definitiva, Le dà il diritto, attraverso il procedimento previsto dalla Legge n°89/2001 (Legge Pinto), di ottenere un indennizzo per l’irragionevole lentezza della Giustizia.

Tale indennizzo è dovuto a prescindere dall’esito negativo del giudizio.

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha chiarito che il Giudice nazionale adito “deve valutare, quale prima base di calcolo, l’entità del risarcimento del danno non patrimoniale in ragione di circa 1.000 euro per ciascun anno di durata della procedura, nel suo complesso e non isolatamente per anno di ritardo …”

Per casi analoghi al Suo, senza che però ciò possa essere considerato vincolante, si è quantificato il risarcimento tra 3.000,00 e 6.000,00 euro circa.

Al fine di ottenere il predetto risarcimento, che, stando ai precedenti giurisprudenziali viene conseguito entro circa un anno dall’avvio della relativa azione, è necessario proporre un apposito ricorso alla Corte di Appello di Roma, il cui costo relativo alle spese borsuali ed a quelle procedurali con tutti i relativi adempimenti può quantificarsi complessivamente in euro 100,00 (cento/00) per ogni ricorrente.

In allegato le modalità di partecipazione al ricorso.

Per ragioni organizzative la adesione al ricorso deve pervenire entro il 15 ottobre 2008.

Devo segnalarLe che molti suoi colleghi a livello nazionale che hanno richiesto l’indennizzo ai sensi della succitata legge hanno già legittimamente percepito cospicue somme.

In attesa di un Suo gentile riscontro e disponibile ad ogni ulteriore chiarimento, porgo

cordiali saluti.

Roma, 17.09.2008