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Quando si parla della situazione lavorativa in Italia, si ricorrere immediatamente alle statistiche, sciorinando così dati freddi e asettici che ben poco mi appassionano e che a mio avviso sono anche stati spesso manipolatati per il pro o il contro, rendendo così decisamente poco credibile la già “meno esatta delle scienze esatte”. Poiché quindi nel mio lavoro sono a diretto contatto con i materiali problemi dei lavoratori, dal momento che sindacato significa anche controllo delle buste paga, anticipo del Tfr, Isee, modello 730 e quant’altro, penso di avere accumulato una conoscenza diretta anche se ben lungi dall’esaustiva, della situazione reale del mercato del lavoro. E sinceramente allo stato attuale, è il sopramenzionato “quant’altro” che mi preoccupa, rapportato soprattutto a quel comparto sicurezza che per molti, troppi anni se n’è stato in silenzio a digerire bocconi amari, ligio ai propri doveri compreso quello del silenzio. Ciò che mi propongo dunque con queste righe è di creare lo spunto per qualche riflessione, alla luce di un paio di esperienze che mi hanno colpito particolarmente nel corso di quest’anno.

Intanto, vorrei sfatare uno stereotipo se non completamente, almeno in parte: il buon vecchio detto per cui la divisa la vestono i meridionali disoccupati. Premesso che sicuramente una parte dell’attuale arruolamento si rispecchia in questa situazione poiché di fatto ci sono realtà in Italia dove è decisamente meglio acquisire un nuovo carabiniere o sergente dell’esercito piuttosto che ritrovarselo come delinquente, non sarò però di certo stata l’unica che cammin facendo ha conosciuto molti addetti alla sicurezza originari del nord o centro Italia che avevano già un lavoro (e magari pure statale..) e che hanno scelto poi di indossare una divisa. Una missione insomma, una passione, una traccia sul DNA. E questi amici li ho sempre visti fieri della divisa che indossavano, magari nel tempo un po’ disillusi e con qualche critica in più sulla punta della lingua, ma sempre fieri e dignitosi nel loro ruoli.

Ora, tornando alla vita reale: i dati delle separazioni e dei divorzi nel comparto sicurezza presentano le percentuali maggiori rispetto ad ogni altro comparto lavorativo, e di questo si sono recentemente convinti anche gli Stati Maggiori più recalcitranti, una volta che è stata loro messa sotto il naso la rilevazione annuale dei tribunali civili italiani. Quindi fino a qui niente di nuovo. Ma all’inizio dell’anno un amico è partito per una missione all’estero e alla mia richiesta sul perché andare a trascorrere mesi in un container, mi ha risposto: “Perché devo pagare le spese della separazione dalla mia ex- moglie.” Ecco. Ero rimasta che ci si andava per amor di patria, perché gli italiani sono tanto apprezzati nelle missioni di pace, perché c’è da pagare il mutuo di casa, sposarsi, i figli. E invece questa situazione non avrebbe dovuto meravigliarmi neanche per un attimo perché se, da buon militare, ha scarrozzato la propria signora in giro per l’Italia senza dunque permetterle un lavoro fisso, è chiaro che la parte economicamente più debole all’atto di una separazione indipendentemente dalle cause, risulterà sempre la moglie che come tale o viene liquidata in solido o si procede all’assegno di mantenimento mensile che è come dire un mutuo su uno stipendio già esiguo. Delle due allora, meglio andare all’estero e sperare anche che si parta presto e si torni tardi.

Ma quello che mi ha colpita ancora di più sono stati i licenziamenti volontari. Ho sinceramente pensato, poiché ho mio malgrado contribuito alla compilazione di più di uno, che dopo la fuga dei cervelli dall’Italia adesso fosse arrivato il momento della fuga delle stellette. A differenza però del caso di cui sopra, qui ne ho colto subito la fragilità e la pericolosità: trasferirsi all’estero quando non si hanno più vent’anni e con l’illusione di svolgere un mestiere indipendente o alle dipendenze ma comunque all’incirca simile al ruolo ricoperto in patria e con il vantaggio di vivere in un paese efficace ed efficiente è pura utopia. Intanto non c’ è nessun paese in Europa e fuori che sia immune da difficoltà e problemi: quelli sono ovunque perché ogni luogo è paese, semmai cambiano nella quantità e nel merito ma sempre problemi sono. Inoltre, la posizione di un italiano all’estero non è sostanzialmente diversa da quella di un egiziano, un cinese, un congolese con una lingua sconosciuta con cui cimentarsi, usi, costumi, tradizioni e leggi del tutto nuove, nessuna possibilità di vedere riconosciuta la professionalità acquisita in patria e senza neanche la facoltà di lamentarsi perché la risposta che arriva immediata è che ce ne possiamo tranquillamente tornare a casa nostra. E ad aggravare la situazione di scelte impulsive o mal consigliate, si aggiunge che per i militari non è possibile il reintegro dopo le dimissioni come invece, in taluni casi, è contemplato per i pubblici dipendenti o meglio ancora per una ditta privata che può liberamente decidere l’assunzione o la riassunzione.

Credo sinceramente che in Italia tanti, tantissimi siano i problemi irrisolti, le difficoltà, ma non ci sto a buttare via il bambino con l’acqua sporca: la criticabile statistica mi insegna che il mio paese è l’unico in tutta Europa dove un maschio di circa quarant’anni ha la sicurezza al 90% di poter contare su un reddito sicuro e infatti il problema della disoccupazione in Italia è da sempre stato appannaggio dei giovani e delle donne perché la nostra tradizione (opinabile quanto vogliamo) ci ha però permesso di far sì che un uomo possa garantire un reddito ad un’eventuale famiglia. La stessa cosa invece non può dirsi nel resto d’Europa, da sempre proiettata verso forme di lavoro flessibili e a tempo determinato, dove lo spettro della disoccupazione anche se temporanea è comunque sempre e costantemente presente. Inoltre, anche quei paesi dove i tassi di disoccupazione sono minimi, che ce lo vogliano o non ce lo vogliano raccontare, offrono di fatto lavoro solo relativo alla bassa manovalanza.

Credo che molto sia migliorabile in Italia ad iniziare dalle condizioni di lavoro, dalla dignità lavorativa e salariale, dalla reale parità di opportunità tra donne e uomini, ma sono altrettanto certa che la terra della cuccagna non esiste e che siamo tutti abbastanza adulti e vaccinati per discernere tra sogni e realtà. Pena pagarne le conseguenze per il resto della vita perché errare è umano ma, come tutto, ha un prezzo.

Deborah Bruschi

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PROMOZIONE AL GRADO DI SERG. MAGG. CAPO DELL'A.M.

E' stato finalmente pubblicato il decreto di promozione al grado superiore dei sergenti maggiori dell'A.M. compresi nella 3^ aliquota di avanzamento riferita al 31 dicembre 2012.

Una problematica rappresentata in tutti le sedi dai dei delegati Cocer AM Antonsergio Belfiori e Alfio Messina che con il loro interessamento hanno sempre richiesto che si velocizzassero le procedure di avanzamento ottenendo, per ultimo, che dei sottufficiali venissero inviati in supporto all'ufficio disciplina per accelerare i lavori.


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Avatar di scuro
scuro ha risposto alla discussione #7515 6 Anni 11 Mesi fa
infatti sul sito di persomil del decreto non c'è più traccia.
Avatar di Alfio Messina
Alfio Messina ha risposto alla discussione #7514 6 Anni 11 Mesi fa
sembra che Persomil abbia fatto un errore e abbia annullato il decreto... stiamo verificando...
Avatar di scuro
scuro ha risposto alla discussione #7511 6 Anni 11 Mesi fa

Alfio Messina ha scritto: No, si tratta della 3^ aliquota del 1° e 2° corso AM


grazie alfio,per quanto riguarda il 3° invece quando si saprà qualcosa ?

SBLOCCO SALARIALE: MISSIONE COMPIUTA

 

Il Cocer Aeronautica, all’indomani degli avvenuti e solerti accrediti delle competenze nel mese di gennaio c.a., verifica con soddisfazione che l’azione intrapresa congiuntamente da Cocer e Sindacati di polizia per lo sblocco del tetto salariale del personale del Comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso Pubblico ha avuto compimento. 

Tale risultato è il frutto di un’azione di lunga durata e di ampio respiro intrapresa nel corso dell’anno 2014 in simbiosi con i Cocer delle altre FF.AA. e FF.PP. ad ordinamento militare e Sindacati di polizia e soccorso pubblico. 

Il punto di non ritorno di questa vertenza è da individuare nelle azioni intraprese nel mese di settembre 2014 culminate nell’incontro con il Governo, alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei ministri competenti il 7 ottobre u.s.. 

Un percorso accidentato, non privo di ostacoli e costellato da numerose prese di posizione che sostenevano posizioni minimali quasi che l’interesse del personale non fosse un completo sblocco salariale. Altri personaggi, di volta in volta individuabili in soggetti esterni e interni alla stessa Rappresentanza Militare ed a quella sindacale, hanno tentato invano operazioni demagogiche, opportunistiche e di impossibile realizzazione. 

I Cocer hanno superato ogni ostacolo e respinto a “mani nude ed a viso aperto” lusinghe e proposte irricevibili. 

Di positivo abbiamo trovato alcuni Capi di Forza Armata e Comandanti Generali che hanno lavorato per il buon esito della vicenda. Abbiamo altresì avuto dalla nostra parte tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione senza distinzione alcuna, le forze sociali ed, in dirittura finale, il Governo nelle sue massime figure rappresentative, che hanno riconosciuto la fondatezza delle istanze sebbene non tutte siano state poi recepite integralmente. 

In tale azione il Cocer Aeronautica ha avuto un ruolo da protagonista ben al di là di ogni reale possibilità contemplata dalle desuete norme regolamentari di funzionamento dell’Organismo, dando forza alla necessità di una radicale riforma.  

Ciò è stato possibile per i singoli delegati della Rappresentanza Militare tutta, che ha operato in completa sinergia, soprattutto grazie alla condivisione ed al convinto supporto e sostegno di Voi tutti, donne e uomini dell’Aeronautica Militare che in questo momento ringraziamo con il cuore.  

Altre sfide ci attendono sempre con Voi alle spalle!

 

Roma, 22 Gennaio 2015 

IL COCER AERONAUTICA

 

 


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Avatar di VECCHIATO
VECCHIATO ha risposto alla discussione #7501 6 Anni 11 Mesi fa
grandissimi ragazzi!!!!!
Avatar di golia
golia ha risposto alla discussione #7500 6 Anni 11 Mesi fa
come si dice nei nostri ambienti lavorativi un BRAVO ZULU per il lavoro svolto.

CASO MARÒ: CONVOCATO COCER INTERFORZE

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Delegato Alfio Messina, preoccupano notizie dall'India su mancato permesso a Girone

Roma, 3 gen. (AdnKronos) - «Il Cocer Interforze si riunirà il prossimo 7 gennaio 2015 per discutere e intraprendere delle iniziative a supporto dei due fucilieri di Marina trattenuti in India anche alla luce dell'imminente scadenza del permesso speciale concesso a Latorre per motivi sanitari».

Ne dà notizia il delegato del Cocer Alfio Messina. «Latorre adesso è ricoverato a Milano e a lui vanno principalmente i miei auguri di pronta guarigione ma anche la notizia pubblicata sul quotidiano indiano 'The Economic Times' basata su fonti di un alto funzionario locale, che riferisce di come il vero motivo della mancata concessione a Girone di un permesso natalizio fosse quello di tenerlo 'ostaggiò a garanzia del ritorno di Latorre in India mi preoccupa parecchio», rileva Messina. (Mac/AdnKronos) 

 

DIFESA, MARO’: IL COCER INTERFORZE CONVOCATO D’URGENZA
 
(AGENPARL) – Roma, 03 gen – “Il Cocer Interforze si riunirà il prossimo 7 gennaio 2015 per discutere e intraprendere delle iniziative a supporto dei due fucilieri di Marina trattenuti in India anche alla luce dell’imminente scadenza del permesso speciale concesso a Latorre per motivi sanitari”.
“Latorre adesso è ricoverato a Milano e a lui vanno principalmente i miei auguri di pronta guarigione ma anche la notizia pubblicata sul quotidiano indiano «The Economic Times», basata su fonti di un alto funzionario locale, che riferisce di come il vero motivo della mancata concessione a Girone di un permesso natalizio fosse quello di tenerlo “ostaggio” a garanzia del ritorno di Latorre in India mi preoccupa parecchio”.

Lo dichiara Alfio Messina, delegato presso il COCER Interforze.

 

Marò, Cocer interforze: convocata riunione d'urgenza
 
Roma, 3 gen. (askanews) - Il Cocer, Consiglio centrale di rappresentanza, Interforze è stato convocato d'urgenza "per discutere e intraprendere delle iniziative a supporto dei due fucilieri di Marina trattenuti in India anche alla luce dell'imminente scadenza del permesso speciale concesso a Latorre per motivi sanitari": lo ha annunciato il delegato dell'organo di rappresentanza militare, Alfio Messina. Il Cocer Interforze si riunirà il prossimo 7 gennaio 2015.
"Latorre - ha sottolineato il delegato del Cocer - adesso è ricoverato a Milano e a lui vanno principalmente i miei auguri di pronta guarigione, ma anche la notizia pubblicata sul quotidiano indiano 'The Economic Times', basata su fonti di un alto funzionario locale, che riferisce di come il vero motivo della mancata concessione a Girone di un permesso natalizio fosse quello di tenerlo 'ostaggio' a garanzia del ritorno di Latorre in India, mi preoccupa parecchio".

Persomil certifica lo sblocco stipendiale ottenuto dal Cocer

Pubblichiamo la circolare emessa da Persomil in tema di sblocco stipendiale.

Adesso, anche i più scettici, dovranno ricredersi ed accettare il risultato ottenuto lo scorso settembre/ottobre dal Cocer congiuntamente ai sindacati di Polizia.

Fatti e non parole che consentiranno ai colleghi di ricevere da gennaio i propri soldi!

Alfio Messina e Antonsergio Belfiori

 

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Avatar di Alfio Messina
Alfio Messina ha risposto alla discussione #7498 6 Anni 11 Mesi fa
Claudino, cosa c'è da spiegare? Per caso hai in busta paga "classi e scatti"? Credo di no, almeno che tu non sia un ufficiale per i quali invece queste voci sono previste e sono state bloccate anche per il 2015
Avatar di claudino
claudino ha risposto alla discussione #7497 6 Anni 11 Mesi fa
In particolare questo trafiletto......- conferma che gli anni 2011, 2012, 2013, 2014 e 2015 non sono utili ai fini della maturazione degli scatti e delle classi stipendiali;.....grazie
Avatar di claudino
claudino ha risposto alla discussione #7496 6 Anni 11 Mesi fa
Ciao alfio...per favore mi puoi spiegare la email ricevuta oggi riguardante le modalita dello sblocco?

Re.S.I.A: qualificati 21 Sergenti “Informatici”

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Si è concluso, presso il Reparto Sistemi Informativi Automatizzati (Re.S.I.A.), il 25° corso per l'acquisizione della specialità informatica per sottufficiali a cui hanno partecipato 21 sergenti del corso Minerva provenienti dalla Scuola Specialisti di Caserta. Il corso, iniziato lo scorso 28 ottobre, ha avuto una durata di sei settimane.

I frequentatori hanno ricevuto nozioni di base dell'informatica, linguaggi di programmazione e database, reti, sistemi operativi e cenni di cyber defense.

Durante la cerimonia di consegna degli attestati, il Colonnello Costantino Russo, Comandante del Re.S.I.A., ha espresso il suo più vivo compiacimento per i risultati ottenuti e l'impegno dimostrato, sottolineando l'importanza dell'ICT (Information Communication Technology) per l'Aeronautica Militare. Il Comandante ha poi aggiunto che questo corso è soltanto l'inizio di un percorso formativo che proseguirà al rientro nei Reparti di appartenenza.

Il Re.S.I.A., dal 2006 ad oggi, ha contribuito alla formazione di circa 350 militari appartenenti ai Sottufficiali e alla Truppa della Forza Armata nel settore ICT, grazie al costante contributo di personale docente, interno al Reparto.

 

fonte: http://www.aeronautica.difesa.it/News/Pagine/20141216_Qualificati-21-Sergenti-Informatici-Minerva.aspx