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Gradi e Benemerenze sono due aspetti fondamentali del nostro ordinamento. Spesso sono una vera e propria carta di identità che definiscono il militare, ancor più dei suoi meri dati anagrafici. Per questo è indispensabile che essi siano sempre puntualmente “sincronizzati” con la vita lavorativa e la carriera di ciascuno. Il venir meno di queste condizioni quindi non consente di disporre di un proprio elemento distintivo che impedisce al mancato beneficiario di esserr definito e riconosciuto rispetto agli altri. 

Eppure è ciò che avviene da ormai troppi anni nei confronti del personale dell’Aeronautica Militare.
 
Tantissimi colleghi, infatti, devono attendere a lungo per promozioni o per la concessione di medaglie come quella Mauriziana e le Croci di anzianità di servizio.
L'accorciamento della permanenza nei gradi, sopraggiunta grazie al riordino delle carriere, non ha fatto altro che aumentare i ritardi e di conseguenza i disagi per quel personale che avrebbe dovuto essere promosso al grado superiore, talvolta anche da oltre un anno e mezzo, e che rimane in attesa. 
 
Non di rado questo stato di fatto crea un danno economico soprattutto a coloro che si recano in missione e continuano a percepire indennità commisurate al grado rivestito e non a quello maturato nonché situazioni paradossali, come avviene per coloro che, operando in Italia ed all’estero in ambito interforze, si trovano sovente ad essere impiegati alle dipendenze di colleghi di altre Forze Armate, di fatto inferiori nel grado, solo perché quest’ultimi hanno rivestito il grado superiore più celermente.
 
Se i ritardi negli avanzamenti sono gravi, non lo sono di meno quelli per coloro che hanno fatto domanda di concessione della Medaglia Mauriziana, per i quali si parla anche di oltre due anni di attesa, nonostante l’art. 1041 del D.P.R. 90/2010 (T.U.O.M.) preveda che la pratica debba essere perfezionata in 180 giorni. Oltre al danno la beffa, perché i malcapitati in questione che provano ad avere informazioni in merito alla loro pratica da parte della Direzione Generale per il Personale Militare, ente deputato alla emanazione dei relativi decreti concessori, non riescono ad avere nessun tipo di risposta in evidente violazione di quanto previsto dalla Legge 241/1990 in materia di procedimento amministrativo.
 
Che sia per la burocrazia eccessiva (basti pensare alla complessità delle procedure per la redazione delle note caratteristiche indispensabili a promozioni e benemerenze) o per carenze di organico negli uffici, sta di fatto che una volta di più a rimetterci è il personale che chiede unicamente il riconoscimento di ciò che gli spetta.
 
Come SIAM troviamo inconcepibile il reiterarsi di questi costanti ritardi arrivati oramai in una fase di imbarazzante cronicità che demoralizza e mortifica il personale militare. Ci chiediamo come mai l'amministrazione sia sempre solerte a decretare Colonnelli e Generali contrariamente a quando si tratta di tutto il resto del personale!
Ci aspettiamo, quindi, un netto cambio di passo nella trattazione e conclusione di queste pratiche, anche per evitare l'ulteriore beffa di colleghi che si ritrovino a ricevere i provvedimenti citati solo una volta collocati in congedo.
 
 

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