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Lo scorso anno, esattamente il 25 luglio 2018, l'on. Corda presentava una interrogazione parlamentare al Ministro della Difesa per sollecitare l'uscita del concorso STRAORDINARIO per l'immissione nel ruolo dei marescialli riservato a sergenti e graduati, concorso che interessava circa 6.500 persone nelle tre Forze Armate.

Venerdì scorso, il 21 giugno 2019, proprio la stessa On. Corda insieme ad altri pentastellati ha presentato una interrogazione al Ministro della Difesa chiedendo di bloccare lo stesso iter concorsuale, in attesa dell'esito di alcuni ricorsi le cui richieste cautelari, omette di dire, sono state TUTTE respinte.

Appare curioso, per non usare altri termini, che sia proprio la stessa parlamentare a chiedere il blocco a distanza di meno di 11 mesi da cui invece chiedeva la sua rapida pubblicazione.

Ha capito che è lo stesso concorso?

Ha capito che è un concorso straordinario e che per definizione ha dei parametri diversi dai concorsi ordinari?

Ha capito chi sono i fruitori del concorso e quali sono le motivazioni che hanno portato alla sua previsione?

Ha capito che i TAR hanno respinto tutte le istanze cautelari?

Ha capito che a fronte di alcuni ricorsi "farlocchi" sarebbero pronti migliaia di ricorsi fondati?

Probabilmente lo ha capito ed è subito arrivata una precisazione, per molti versi anch'essa contraddittoria (odiamo un forte stridio di chi tenta di arrampicarsi sugli specchi), che di seguito pubblichiamo:

"In merito alla polemica sollevata nei miei confronti sulla presentazione degli atti parlamentari relativi al concorso straordinario per il reclutamento nei ruoli di marescialli dell’esercito italiano, della marina militare e dell’aeronautica militare, voglio chiarire alcuni punti.

Con il riordino delle carriere lo Stato si è accorto, dopo ben 23 anni, di aver commesso un grave errore nei confronti di tanti militari arruolati con la legge 958.

In data 25 luglio 2018 ho presentato un question time in assemblea al Ministro della Difesa chiedendo di bandire un concorso straordinario per l'immissione nel ruolo dei marescialli riservato a sergenti e graduati, al quale erano interessati 6.500 militari facenti parte delle tre categorie di Forze Armate.

Premesso che qualsiasi riordino o qualsiasi atto parlamentare accontenta o scontenta talune categorie, ribadisco che la questione 958 aspetta dal 1995 una soluzione equa e che come membro del M5S ho ritenuto opportuno, insieme ai colleghi parlamentari della commissione Difesa, dare importanza al provvedimento allo scopo di garantire un iter concorsuale pulito che tenesse conto sia delle esigenze dei vincitori che di quelli che avevano presentato ricorso in quanto arruolati ai sensi della legge 958 ma ingiustamente estromessi dalle fasi concorsuali in quanto transitati in servizio permanente successivamente al secondo corso sergenti ed al terzo corso v.s.p., senza fare nessuna distinzione di merito o di grado. 

Aldilà del pronunciamento positivo o negativo del Tar, ho fatto in modo che il governo fosse messo a conoscenza della questione allo scopo di monitorarla nel pieno rispetto delle regole e ove ritenuto opportuno correggere tale stortura, in senso inclusivo, con i provvedimenti correttivi al riordino delle carriere.

Stante i posti rimasti vacanti “ancorché finanziati”, e le legittime aspettative di Sergenti e Graduati che hanno partecipato e superato le fasi concorsuali, occorre tutelare tutte le parti in causa.

Sono membro della commissione difesa da due legislature e sono note a tutti le mie continue e impegnative iniziative a difesa dei militari che da sempre si prestano con immensa dedizione al servizio dei cittadini ed il mio impegno è far sì che loro possano svolgere il proprio lavoro con costanza, determinazione e soddisfazione".

 

Lo Staff di Sergenti.it