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Lo scorso 4 gennaio 2016 è stata depositata la sentenza di rigetto del ricorso sulla decorrenza giuridica del 3° corso sergenti dell'Aeronautica. Leggendo i motivi della decisione (vedi in basso) c'è da restare basiti tanto che non escludiamo la proposizione dell'Appello al Consiglio di Stato!

Tuttavia, trattandosi di un ricorso presentato nel 1999, ci stiamo predisponendo per una richiesta per il riconoscimento del ritardo processuale (1999-2016).

Fin qui tutto nella "norma" se non fosse che una associazione, a noi sconosciuta, avendo forse fiutato un affare sta inviando delle email a tappeto a tutti gli interessati per inoltrare la richiesta di "legge pinto" tramite loro. Lasciando stare il metodo da loro utilizzato che ci ricorda tanto una sorta di "fishing", vi invitiamo a leggere bene le tariffe che propongono.

Nella consapevolezza che ognuno è libero di agire come meglio crede e di farsi rappresentare attraverso gli avvocati che ritiene più idonei, vi comunichiamo che abbiamo già contattato lo studio legale Coronas, che in questi anni ha seguito le cause "legge Pinto" di nostro interesse, per dare mandato di agire nella tutela dei nostri interessi.

Lo Staff di Sergenti.it

 

 

 

N. 00016/2016 REG.PROV.COLL.

N. 06407/1999 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA


IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Prima Bis)

ha pronunciato la presente
SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 6407 del 1999, proposto da:
Messina Alfio, Bisozzi Emiliano, Ferrara Natale, Gulisano Antonino, Marchioni Daniele, Noviello Luigi, Mazziari Marco, Melis Alessandro, Vincenzo Turrisi, Francesco Brancone; Abbate Antonio, Abbondanza Luigi, Acquaviva Nicola, Adduci Antonio, Alberti Stefano, Alessandrini Antonio, Alunno Andrea, Angelilli Antonio, Annicchiarico Leandro, Auleta Giuseppe, Badiali Diego, Balsamo Giuseppe, Barbieri Fabrizio, Barile Fabiano, Bartolini Leonardo, Belli Simone, Bendoni Maurizio, Benevento Carlo, Bernardini Dario, Bertelloni Andrea, Bertoni Silverio, Bodano Alessandro, Borneo Donato, Brughitta Daniele, Bruno Gennaro, Bruno Pietro, Brusca Walter, Bucciarelli Danilo, Bugini Michele, Buonocore Michele, Buonomini Gianmarco, Calascibetta Angelo, Calò Giuseppe, Calvino Pasquale, Cannizzaro Giuseppe, Canofari Stefano, Caputi Antonio, Caramuscio Manlio, Cardamene Vincenzo, Carrieri Francesco, Carrieri Francesco, Cassarà Sergio, Castellani Alessio, Castellano Massimo, Castiglione Carmelo, Casu Gianluca, Cattogno Marcello, Cazzetta Cosimo Damiano, Cecere Alfonso, Cecere Francesco, Cefalo Pasquale, Celestini Giuseppe, Celletti Maurizio, Cerminara Mirko, Cesetti David, Chicca Alessandro, Chiurillo Michele, Cice Alessandro, Cifarelli Massimo, Colamaria Davide, Colella Gianni, Colucci Stefano, Coluccia Luca, Cordella Cosimo, Corvasce Michele, Cosenza Alessandro, Costantino Giampiero, Cottarelli Lucio, Cotugno Nicola Fabio, D'Addazio Roberto, Damato Paolo, D'Angelo Massimiliano, De Carlo Marco, De Cave Tommaso, De Crescenzo Fabrizio, De Gregorio Antonio, De Serio Giuseppe, De Simone Giovanni, del Brocco Compagnone Giovanni, del Prete Giovanni, di Biase Pasquale, di Giacomo Fabio, di Lonardo Alessandro, di Meglio Sebastiano, di Stasio Nicola, di Veglia Mariopio, Docimo Francesco, Donati Marco, Doneddu Giovanni Battista, D'Orazi Marco, Egizi Michele, Esposito Giuseppe, Evangelisti Alfonso, Farina Luca, Fascitiello Enzo, Febbraro Stefano, Federici Marco, Ferraro Massimiliano, Ferrise Francesco, Ferro Luciano, Fiore Gianluca, Fontanieri Federico, Franchini Nicola, Frezza Gianluca, Frumento Francesco, Gagliotta Diego, Galletta Giovanni, Galligani Davide, Genco Giuseppe, Germanò Massimo, Giannaccari Andrea, Giordano Domenico, Giorgi Alessandro, Giorgi Renato, Giovannini Fabrizio, Giovannone Gianluca, Giudice Andrea, Giugliano Nicola, Giustizieri Marco, Giustizieri Mario, Grifi Alessandro, Grimaldi Enzo, Guarente Carlo, Guidobaldi Andrea, Lobascio Mauro, Iannotta Antonio, Inglese Carlo, Insardi Alessandro, La Grasta Domenico, La Rocca Paolo, Lagna Vincenzo, Iannarelli Claudio, Latini Danilo, Leli Roberto, Lerro Antonio, Leso Christian, Liburdi Giovanni, Lilli Simone, Liso Francesco, Liuzzu Gianvito, Lo Faro Gabriele, Loddo Daniele, Luccarelli Enrico, Maddamma Rodolfo, Manai Vittorio, Mangia Stefano, Maraglino Gianluca, Marchini Federico, Marino Alessandro, Martellotta Martino, Martini Costantino, Masiello Antonio, Massenti Maurizio, Mellone Cosimo, Melluso Domenico, Metelli Marco, Migliori Gianluca, Mignogna Walter, Milli Simone, Mirra Massimiliano, Mitrano Vito, Molella Silvio, Montanaro Gian Luca, Morgante Luigi, Morichelli Giulio, Moroneste Silvestro, Muia Antonio, Murino Maurizio, Musone Angelo, Nardulli Francesco, Nesta Cataldo, Netti Angelo, Nigro Maurizio, Notarantonio Marco, Notarnicola Giovanni, Onorati Daniele, Orgiani Antonio, Pagano Salvatore, Pagliara Nunzio, Pala Salvatore, Palazzi Andrea, Palmieri Antonino, Palombi Angelo, Panunzio Domenico, Papa Roberto, Paparozzi Gerardo, Paris Fabio, Parisella Marco, Parisi Gian Piero, Partipilo Nicola, Pasquarelli Maurizio, Patacconi Stefano, Patriarca Bruno, Pedace Massimo, Pennisi Orazio, Pennisi Marco, Pernice Sergio, Perticaroli Massimo, Petrini Sergio, Petrosino Maurizio, Piancatelli Emanuele, Piergianni Rosario, Pietrini Claudio, Pillitteri Giuseppe, Pisani Andrea, Pistis Ivan, Placanica Consolato, Ponzo Adelio, Porrelli Francesco, Portolano Marco, Posa Domenico, Pozzobon Giovanni, Prochilo Massimo, Puppa Andrea, Quaranta Eligio, Quattrociocchi Fabio, Quondam Girolamo Marco, Rapisardi Rino, Ravaioli Daniele, Ravio Emiliano, Renna Leonardo, Renna Luciano, Rinaldi Diego, Roberto Dario, Rollo Andrea, Romano Salvatore Antonio, Rossi Tommaso, Rossini Vitantonio, Rotolo Angelo, Rubele Virgilio, Rugiu Sebastiano, Sabato Giuseppe, Salvetti Dario, Sanasi Antonio, Santoro Rocco, Sargentoni Mirco, Satta Mauro, Savelloni Angusto, Scarascia Gianluca, Scarpa Sergio, Schilleci Simone, Sciarra Carlo, Sebastiani Paolo, Semeraro Nicola Antonio, Seminara Roberto, Sensini Fabio, Sergi Rocco, Serva Cristiano, Sordo Vincenzo, Sozzi Igino, Spada Andrea, Spica Ivan, Stoico Ciro, Taibi Elia C., Tavian Marco, Temperoni Marco, Tocci Andrea, Tolu Alessandro, Tramonte Andrea, Tranquilla Salvatore, Tritto Silvano, Trulli Vincenzo, Turchetti Roberto, Valenti Edoardo, Valentini Stefano, Valentino Stefano, Varanesi Domenico, Vergori Ernesto, Vernarecci Roberto, Vitale Gennaro, Zamperini Francesco, Zarlenga Marco, Zuanella Albino, Vincenzo Abbatantuono, rappresentati e difesi dagli avv. Fabio Viglione, Giancarlo Viglione, con domicilio eletto presso Giancarlo Viglione in Roma, Lungotevere dei Mellini, 17 Sc B Int10;

contro

Ministero della Difesa, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi, 12;

per l'annullamento

del DM del 29.12.98 con il quale è stato modificato l'art 9, co. 3 del d.m. 2/1247/DGPMA del 30.12.97 (concorso per titoli ed esami a 300 posti per l'ammissione al 3°corso per sergenti in SPE)

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero della Difesa;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 14 ottobre 2015 la dott.ssa Floriana Rizzetto e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Gli avieri capo ricorrenti premettono di aver partecipato, in qualità di volontari di truppa dell’Aeronautica Militare in servizio permanente, al concorso interno, per titoli ed esami, a 300 posti per l'ammissione al 3°corso di formazione per l'inquadramento nel ruolo sergenti ad essi riservato indetto, ai sensi dell’art. 35 del D.L.vo 12 maggio 1995 n. 196, con D.M. 30 dicembre 1997 (pubblicato sulla GU n. 5 del 20.1.1998).
L'art 9, co. 3 del bando di concorso prevedeva che l’iscrizione nel ruolo dei sergenti sarebbe stata disposta “con anzianità riferita alla data di formalizzazione della graduatoria di merito del concorso” e determinata sulla base del 50% del punteggio concorsuale e del 50% del punteggio ottenuto al termine del corso di aggiornamento e formazione professionale.
Con il ricorso in esame i predetti impugnano il DM del 29.12.98 (pubblicato sulla GU n. 17 del 2.3. 1999) con il quale l'art 9, co. 3 del bando sopra richiamato è stato modificato disponendo che l'immissione nel ruolo sergenti dei volontari di truppa servizio permanente ammessi al corso sarebbe stata determinata dalla media aritmetica del punteggio conseguito nella graduatoria di merito del concorso” e del punteggio ottenuto nell’esame finale del corso di aggiornamento e formazione professionale; il provvedimento gravato, inoltre, disponeva che l’anzianità giuridica ed amministrativa sarebbe decorsa dalla data del provvedimento di immissione nel ruolo sergenti, anziché, come previsto in precedenza, dalla data di approvazione della graduatoria del concorso per l’ammissione al corso di formazione.
I ricorrenti lamentano l’illegittimità del suddetto provvedimento - che ritarda di un anno la loro progressione in carriera dato che comporta la loro partecipazione alle procedure di avanzamento all’anno 2002 anziché a quelle per l’anno 2001 – deducendo i seguenti motivi di censura: Violazione dei principi generali in materia di concorsi pubblici; eccesso di potere per difetto di motivazione, illogicità, contraddittorietà manifesta.
Con l’unico articolato mezzo di gravame i ricorrenti, innanzitutto, denunciano l’illegittimità dell’operato dell’Amministrazione che avrebbe, del tutto immotivatamente ed in violazione dei principi generali in materia di concorsi pubblici, modificato il bando di concorso quando ormai il bando era stato pubblicato da oltre un anno ed il concorso era già stato espletato con l’individuazione del nominativo dei vincitori. Secondo gli interessati il mero richiamo nelle premesse del provvedimento impugnato dell’art. 35 del D.L.vo 12 maggio 1995 n. 196 non costituirebbe un’adeguata motivazione della modifica apportata alla decorrenza dell’inquadramento nel ruolo dei sergenti: secondo la loro interpretazione, il predetto art. 35 avrebbe attribuito alla frequenza del corso presso la Scuola di Caserta il mero compito di aggiornare e formare il personale già individuato quale vincitore nella graduatoria di merito del concorso per esami e titoli nel provvedimento di approvazione della graduatoria stessa (DM del 7.10.1998). Infine denunciano la contraddittorietà dell’atto impugnato con i bandi dei precedenti due concorsi, riservati ai sergenti di complemento - che erano invece identici al bando del concorso cui avevano partecipato i ricorrenti (DM del 29.12.98) nella sua originaria formulazione - con conseguente introduzione di due diversi criteri per l’attribuzione dell’anzianità giuridica ed economica (meno favorevole nel caso dei ricorrenti).
I profili di censura soprarichiamati vanno disattesi in quanto scaturiscono da un’errata ricostruzione della normativa che disciplina le procedure di reclutamento dei sergenti in via transitoria: l’art. 35 del D.L.vo 12 maggio 1995 n. 196 prevede che per un arco di quindici anni dall'entrata in vigore del D.L.vo 196/95, in deroga alle procedure ordinarie per il reclutamento nel ruolo dei sergenti dettate dall’art. 10, il reclutamento di tali figure professionali avvenga “mediante concorso interno, per titoli ed esami, e successivo corso di aggiornamento e formazione professionale della durata non inferiore a mesi tre” destinato ai volontari di truppa in servizio permanente.
Risulta perciò evidente che la prospettazione dei ricorrenti non è condivisibile già a partire dall’individuazione dell’esatta fase della procedura concorsuale in cui è intervenuta la modifica del bando: siccome si tratta di reclutamento mediante corso-concorso il provvedimento impugnato non si può ritenere “adottato successivamente alla conclusione del concorso ed all’individuazione dei vincitori”, come erroneamente ritenuto dai ricorrenti. Il superamento del concorso per l’ammissione al corso di formazione costituisce solo una fase “intermedia” della complessa procedura di reclutamento dei sergenti in quanto non porta direttamente all’assunzione, ma è finalizzato esclusivamente all’individuazione dei soggetti da ammettere al tirocinio formativo, secondo la formula classica del “corso-concorso”
A differenza dei classici concorsi per esami e titoli che si concludono con la graduatoria finale di merito che individua i vincitori esclusivamente sui risultati delle prove concorsuali (cioè della preparazione teorica già posseduta, rilevata mediante le prove culturali, e delle capacità professionali già maturate nella pregressa esperienza lavorativa e documentate dai titoli di servizio), il reclutamento mediante corso concorso costituisce una modalità di selezione più complessa che si articola in un primo concorso volto a selezionare, in prima battuta, il personale che per le capacità dimostrate ed i titoli posseduti appaia meritevole di ammissione ad un successivo corso di formazione, in un corso volto a sviluppare le potenzialità dei corsisti, ed in una serie di verifiche intermedie e finali, per cui i vincitori sono individuati al termine della complessa procedura formativa, tenendo conto anche di quell’insieme di conoscenze, qualità e capacità, acquisite durante il corso di formazione professionale. In sintesi, nel corso-concorso la procedura concorsuale iniziale è finalizzata a reclutare “il personale da formare” durante il corso e la relativa graduatoria serve ad individuare, sulla base di un giudizio prognostico formulato tenendo conto delle capacità e conoscenze di cui il candidato sia già attualmente in possesso, i soggetti più meritevoli di partecipare al corso di formazione; il percorso formativo costituisce lo strumento per sviluppare le potenzialità del candidato ed al tempo stesso per verificare, sia in itinere che nell’esame finale, l’effettivo conseguimento delle capacità e delle competenze necessarie a svolgere le funzioni superiori; sicchè la valutazione finale, che viene effettuata alla conclusione del percorso formativo, assume un ruolo di fondamentale importanza per dimostrare l’effettiva meritevolezza di assumere il grado superiore.
Dall’articolazione delle fasi concorsuali soprariportate discende, innanzitutto, l’inconferenza del richiamo al principio di immodificabilità della lex specialis - che disciplina le procedure concorsuali ogni volta che queste si siano già concluse con l’individuazione del nominativo dei vincitori del concorso stesso - dato che, appunto, nel caso di specie s’era conclusa solo la fase della selezione dei soggetti da ammettere al corso di formazione.
Ne discende, inoltre, l’infondatezza complessiva del ricorso, dato che, proprio per la struttura della procedura concorsuale in esame e per la duplice finalità (formativa ed al tempo stesso selettiva) del corso di aggiornamento e formazione professionale, i vincitori andavano individuati sulla graduatoria finale, stilata dopo il completamento dell’intera procedura selettiva, tener conto anche dei risultati conseguiti all’esito del corso. Ed appunto siccome la graduatoria di merito compilata all’esito del concorso per l’ammissione al corso non esaurisce il compito di selezione degli aspiranti, ma costituisce solo un momento (di selezione “preliminare”) del complesso percorso di formazione e valutazione, è evidente che solo al momento della conclusione dell’intero percorso, con la graduatoria finale, compilata sulla base dell’esito del corso di formazione, vengono individuati i veri e propri “vincitori”. Tant’è che lo stesso art. al 9 comma 2 del bando già prevedeva il superamento del corso di aggiornamento e formazione professionale quale condizione necessaria per la nomina a sergente, chiarendo che coloro che non l’avessero superato sarebbero stati reintegrati nel ruolo truppa in servizio permanente.
Ne consegue che la riformulazione dell’art. 9 co 1 del bando di concorso, operata con il provvedimento impugnato, si limita meramente a riprodurre quanto previsto dalla normativa transitoria per l'immissione nel ruolo sergenti dettata dall’art. 35 del D.L.vo 12 maggio 1995 n. 196 che, a sua volta si ispira ad analoghe previsioni che disciplinano le procedure di reclutamento mediante corso concorso del personale delle pubbliche amministrazioni. In tale prospettiva l’art. 10 co. 2 del D.L.vo 12 maggio 1995 n. 196, come sostituito dall’art. 7 comma 3 del dlvo 82/2001, precisa che i volontari utilmente collocati nella graduatoria di merito sono ammessi alla frequenza del corso di formazione e solo quelli che al termine di quest’ultimo sono dichiarati idonei conseguono la nomina a sergente e sono inseriti nel ruolo nell’ordine determinato dalla graduatoria finale del corso con decorrenza dalla data di conclusione dello stesso. Tale norma costituisce espressione di un principio generale del meccanismo di reclutamento mediante corso-concorso riprodotto anche dall’art. 9 co.2 del bando di concorso in esame.
Alla luce di tali considerazioni appare evidente che la contestata modifica apportata dal provvedimento impugnato all’art. 9 comma 1 del bando risultava necessaria non solo per eliminare la contraddittorietà intrinseca tra il primo ed il secondo comma del predetto articolo, ma anche e soprattutto per riallineare le previsioni del primo comma alla disciplina dettata dalla normativa soprarichiamata. Quest’ultima, in quanto posta da fonte di rango legislativo, non poteva essere arbitrariamente derogata dal bando di concorso, al quale era demandato solo di stabilire le modalità per lo svolgimento del concorso e l’individuazione di requisiti e titoli e criteri per la formazione della graduatoria (vedi modifiche apportate all’art. 10 del dlvo 196 1995 dall’art 7 co 1 dlvo 82 del 2001). Pertanto il provvedimento impugnato risulta sufficientemente motivato con il richiamo alla necessità di conformare le previsioni del bando alle previsioni normative (appunto quelle dettate dall’art. 35 del D.L.vo 12 maggio 1995 n. 196) che erano state disattese dall'originaria formulazione dell’art. 9 co. 1 del bando di concorso e tale esigenza costituisce una valida ragione e che giustifica, anche sul piano del rapporto tra lex specialis e fonte normativa, il provvedimento impugnato.
Il provvedimento impugnato risulta pertanto immune dalla censure sopra esaminate.
Quanto infine alla lamentata difformità dei criteri per la decorrenza dell’inquadramento dei soggetti che sono stati reclutati, come i ricorrenti, mediante concorso interno riservato ai volontari in servizio permanente ai sensi dell’art. 35 co.1 del D.L.vo 12 maggio 1995 n. 196, rispetto ai vincitori dei primi due concorsi utili per l’immissione nel ruolo dei sergenti in servizio permanente effettivo, l’Amministrazione ha chiarito che a questi ultimi, indetti ai sensi dell’art. 35 co. 2 del D.L.vo 12 maggio 1995 n. 196, avevano avuto la possibilità di partecipare unicamente i sergenti di complemento in servizio o in congedo “per mancanza di destinatari appartenenti al ruolo dei volontari di truppa in servizio permanente”. Di conseguenza, trattandosi di militari che già rivestivano il grado di sergente (anche se appartenenti alla categoria del completamento) e quindi “già formati” non era stato previsto un vero e proprio “corso di formazione”, bensì la mera partecipazione dei vincitori ad un più semplice “corso di aggiornamento”. Ed in tale prospettiva si giustifica che l'inquadramento dei sergenti del complemento venisse fatto decorrere dall’approvazione della graduatoria finale di merito del concorso, non essendo previsto un corso di formazione (nel senso sopraindicato) a differenza di quanto previsto per i volontari di truppa reclutati ai sensi dall’art. 35 co.1 del medesimo d.lvo.
A prescindere dalla condivisibilità o meno delle ragioni addotte dell’Amministrazione a difesa delle scelte operate nel passato ed all’individuazione di una sufficiente base normativa di queste ultime, comunque, il diverso criterio di decorrenza dell’inquadramento imposto nel concorso in esame con il provvedimento in contestazione risulta corretto e conforme alle previsioni normative dettate dall’art. 35 del D.L.vo 12 maggio 1995 n. 196 e pertanto la sua adozione costituiva per l’Amministrazione un atto dovuto una volta avvedutasi della difformità delle precedenti previsioni del bando.
Per completezza, va precisato che risulta infondato anche l'ultimo profilo di censura, con cui si lamenta che il provvedimento impugnato avrebbe illegittimamente modificato, “a concorso completato”, il criterio per l’attribuzione del punteggio finale (dato dal 50% del punteggio ottenuto al concorso e del 50% del punteggio ottenuto al termine del corso di formazione) introducendo un criterio diverso (determinato dalla media dei punteggio riportato nel concorso e di quello conseguito al termine del corso formativo). Al riguardo è appena il caso di rilevare che, dal punto di vista matematico, nulla cambia rispetto al metodo di calcolo indicato nel bando originario: si tratta semplicemente di variare l’ordine delle operazioni aritmetiche da eseguire (sommare due metà dei diversi punteggi oppure sommare i due punteggi e poi dividerli a metà per ottenerne la media) ma ciò non incide sul risultato, che resta identico, e non comporta alcuna alterazione della posizione degli interessati nella graduatoria finale di merito.
Per le considerazioni sopra svolte il ricorso va respinto in quanto infondato.
Le spese di giudizio sono poste, come di regola, a carico della parte soccombente e sono liquidate nel dispositivo tenendo conto dell’elevato numero di ricorrenti.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Bis) respinge il ricorso in epigrafe.
Condanna i ricorrenti a rifondere all’Amministrazione resistente le spese di giudizio liquidate in Euro 3.000,00.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 14 ottobre 2015 con l'intervento dei magistrati:


Silvio Ignazio Silvestri, Presidente
Floriana Rizzetto, Consigliere, Estensore
Roberto Vitanza, Referendario


L'ESTENSORE                                                          IL PRESIDENTE





DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 04/01/2016
IL SEGRETARIO

 
 
 

 

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Il pensiero dei Brigadieri dei Carabinieri

IL PUNTO DI VISTA: "simm' carne o simm' pesce?"
Il punto di vista del delegato Coir Podgora: Brig. Giovanni Capuano
IL SOVRINTENDENTE DEI CARABINIERI: " UNA FIGURA ISTITUZIONALMENTE DISCRIMINATA".

Il Decreto Legislativo 12 maggio 1995 n. 198, "Materia in riordino di ruoli, modifiche alle norme di reclutamento, stato ed avanzamento del personale non direttivo e non dirigente dell'Arma dei Carabinieri" ha reso giustizia alle legittime aspettative, già riconosciute dal TAR del Lazio tre anni prima, del personale del ruolo sottufficiali dell'Arma dei Carabinieri rispetto alla diversa progressione di carriera del rispettivo ruolo della Polizia di Stato. La Polizia di Stato circa dieci anni prima aveva creato, con la nota legge 121/81, risorgendo come un'araba fenice dalle ceneri del disciolto corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, due diversi ruoli, dando così la giusta valorizzazione ai propri marescialli/brigadieri transitati in blocco nel ruolo Ispettori. Ma non basta, la riforma del '95 non ha visto la Polizia alla finestra, infatti mentre nell'arma nasceva il ruolo sovrintendenti, uniformando la progressione di carriera, i sovrintendenti di Polizia a secondo dell'anzianità transitavano nel ruolo ispettori, nei diversi gradi a seconda dell'anzianità addirittura scavalcando in certi casi gli ispettori vincitori di concorso. Naturalmente ciò ha generato una terribile confusione che ancora oggi la Polizia non ha superato. Nessuno auspica, per un senso delle istituzioni, il ripetere di questo errore, ma è chiaro come la figura del Sovrintendente dei Carabinieri ha risentito nel tempo di un diverso trattamento nelle diverse istituzioni. L'ufficiale oggi ha un'aderente equiparazione di gradi con i funzionari/dirigenti di PS; I marescialli hanno progressioni di carriere più lente, ma solo perché in polizia hanno dovuto accelerare le promozioni; gli appuntati/carabinieri e gli assistenti/agenti hanno un identico profilo; i sovrintendenti invece no. Infatti i vincitori di concorso da Sovrintendente della Polizia fino al 1999 al termine del corso indossavano il grado di Vice Ispettore. Adesso la domanda sorge spontanea: la volontà è quella di discriminare, ora, all'interno dell'istituzione questo ruolo? Non è già una carriera lenta e priva di riconoscimento nella sua progressione? Perché nell'esercito i sergenti con quattro anni di anzianità possono partecipare al concorso per Sottotenente del Ruolo Speciale e nell'Arma no? Perché si parla di aprire il ruolo degli appuntati sino al grado di Brigadiere Capo e lasciare che i Brigadieri vincitori di concorso non possano acquisire i gradi di Maresciallo? Non è possibile che un ruolo non abbia una sua rappresentanza se, nel giusto spirito della rappresentanza, si riconoscevano ai Carabinieri Ausiliari (cat. E) e gli ufficiali di complemento (cat. D) sino a pochi anni fa, la giusta tutela. Sarà forse la paura di ripetere gli stessi errori che genera questo immobilismo, ma il cambiamento va governato e non osteggiato, a meno che non si voglia fare poi i conti con valanghe di ricorsi che apriranno spiragli sino ad oggi  impensabili; Specialmente in questo momento dove il Sovrintendente si chiede con l'ultimo colpo di mano subito quale sarà mai la sua funzione? Allora amplificando il grido di dolore dei circa 5.000 Brigadieri pronti ad essere ascoltati in tutte le sedi competenti diremo: " Nulla in causa est non posse praetenditur " Non esistono ostacoli insuperabili perché è solo questione di volontà.
Articolo a cura del delegato Co.I.R. Podgora e Co.Ba.R. Lazio Brig. Giovanni CAPUANO 





Il Brigadiere Tarallo e LA FILOSOFIA DEL DISPERATO
BRIGADIERI ... ODISSEA DI UN RUOLO MALTRATTATO

Nella preintesa dell'ultima coda contrattuale, si nota palesemente che il ruolo degli appuntati trae un gran bel vantaggio con il "quasi" adeguamento del loro assegno di funzione (27 anni) con quello dei brigadieri. Ed in tutto questo i nostri rappresentanti di categoria (purtroppo solo marescialli) non sono stati in grado o, forse, non hanno voluto opporsi all'ennesima umiliazione alla nostra categoria. A mio avviso una delle cause di questo ulteriore danno subito è nella mancata presenza dei brigadieri al tavolo delle trattative. Operazione questa che danneggia non solo i circa 20.000 appartenenti all'Arma ma di fatto anche altri 60.000 uomini di altre Forze Armate e di Polizia. Il nostro rammarico è ancora più grande perchè non ci viene data la possibilità legislativa di rappresentarci seppure siano trascorsi ormai 14 anni dal riordino che ha voluto distinguere in due carriere diverse i brigadieri ed i marescialli. Mi viene sempre più spesso da pensare che questa situazione di lasciare il ruolo in un limbo interpretativo, possa portare solo vantaggi alla scala gerarchica che in relazione alle esigenze del servizio, decide come svalutare o come rivalutare il grado. Prova palese la si nota nelle interpellanze, piuttosto che nelle assegnazioni degli alloggi di servizio. Ma l'esempio più tangibile a ragione di quello che scrivo lo ritroviamo al Comando Generale dove già nel lontano 2001 si e' creato l'Ufficio B.A.C. ( brigadieri - appuntati - carabinieri). Poi di contro, ci fanno partecipare alle elezioni per la Rappresentanza Militare con i marescialli. Machiavelli era sicuramente meno ambiguo! Da adesso il nostro cammino dovrà avere come obiettivo il rispetto del ruolo attraverso una rivisitazione democratica e legislativa dello stesso, con la continua e costante ricerca di quei diritti che iniziano con la creazione di una specifica categoria in seno alla Rappresentanza Militare, per continuare, poi, con dei provvedimenti sia Legislativi che interni per far si che questo ruolo sia rispettato e non maltrattato. Non credo si possa indugiare ancora e credere nella speranza che altri ci possano tutelare. Da adesso dobbiamo divenire i responsabili di noi stessi, dobbiamo avere la responsabilità anche dei nostri errori. Insomma dobbiamo e vogliamo essere rispettati e trattati con la dignità che ci meritiamo e non con l'indifferenza che ci ha portati a questo epilogo. Mi auguro che da domani sia i politici che la scala gerarchica possano unirsi a noi in questo percorso di democrazia e che nel breve, ci venga data la possibilità di crescere.
a cura del delegato Co.I.R. - Brig. TARALLO

 
(fonte: http://www.pianetacobar.eu/news_coir_podgora.htm)

Riordino delle carriere - Un'altra proposta indecente

MANCUSO Gianni - PDL

Il 13 aprile 2010 è stata assegnata alle commissioni riunite I^ Affari Costituzionali e IV^ Difesa della Camera dei Deputati una "nuova" proposta di legge relativa al riordino delle carriere. Si tratta della proposta di legge n° 3304, a firma  dell'On. Mancuso, che riteniamo scarsa e inadeguata alle esigenze del personale del ruolo sergenti. Purtroppo, tale proposta di legge risulta in linea con altre proposte di riordino delle carriere che non prevedono NULLA per il personale del ruolo sergenti vincitore di concorso, o meglio ne contemplano la sua RETROCESSIONE ed il suo  DEMANSIONAMENTO ope legis.

Contatteremo l'On. Mancuso per esprimergli tutto il NOSTRO disappunto.

NOI di Sergenti.it NON MOLLIAMO e NON MOLLEREMO MAI!!!

Lo Staff di Sergenti.it

Proposta alternativa

Proposta alternativa

Cari amici,
non riesco più nemmeno a tenere il conto di quante proposte di riordino delle carriere siano state presentate in commissione difesa.
Ovviamente, tutte, tendono all’unificazione del ruolo Sergenti-Volontari.
Ma grazie all’aiuto di Internet, ho potuto “sbirciare” le carriere dei colleghi francesi, inglesi, tedeschi.
Ebbene, per tutti si parte dalla truppa e si arriva all’apice della carriera sottufficiali senza titoli “esterni”, ma per meriti sul campo e sbarramenti interni.
Sembrerebbe che in Italia sia tutto più complicato.
Al punto che a volte l’esperienza è scavalcata dallo studio, che spesso non è accompagnato dall’esperienza.
Per non dilungarmi troppo in discorsi noiosi, propongo una mia visione di carriera.

VSP:
4 gradi nel ruolo, con avanzamento ogni 5 anni a seguito di regolare valutazione (apice a 15 anni di servizio).
Al conseguimento del grado apicale, transito, previo valutazione meritocratica e con numero chiuso, al grado di Sergente, con avanzamento quinquennale fino al grado di Sergente Maggiore Capo (fine carriera).
Dal conseguimento del grado di Caporal Maggiore Capo, possibilità di concorrere per la promozione a Sergente.
Chi superasse tale concorso, frequenterebbe la scuola allievi e avrà la capacità di terminare la carriera a 1°Maresciallo.

SERGENTI:
3 gradi nel ruolo con avanzamento di grado quinquennale (carriera da 15 anni).
Alimentazione in due modalità:
1ª: per avanzamento d’anzianità e titoli dal grado di Caporal Maggiore Capo Scelto, senza frequentazione di corsi, con termine carriera col grado di Sergente Maggiore Capo.
2ª: per concorso interno, dal personale proveniente dal ruolo VSP con grado posseduto almeno di Caporal Maggiore Capo, frequentazione della Scuola Allievi e termine carriera col grado di 1°Maresciallo salvo limiti d’età.

MARESCIALLI:
3 gradi (Maresciallo, Maresciallo Capo, 1° Maresciallo), alimentazione esclusivamente dal ruolo Sergenti vincitori di concorso.
Possibilità al conseguimento del grado di Maresciallo, di concorrere per l’Accademia Ufficiali Inferiori.
L’Accademia Marescialli convertita a Accademia Ufficiali Inferiori col conseguimento della laurea breve e seguente carriera:

UFFICIALI INFERIORI:
5 gradi nel ruolo (Luogotentente, Sottotentente, Tenente, Capitano, Maggiore a scelta).
Conseguimento della Laurea Triennale in Scienze Organizzative e Gestionali.
Alimentazione in due modalità:
1ª: alimentazione esterna, previo concorso pubblico per titoli ed esami.
Grado apicale, Maggiore.
Il ruolo sarà diviso in due macro settori d’impiego, uno di Comando, con comando di plotone (Luogotentente) e compagnia (da Tenente in poi), ed uno tecnico-amministrativo con gestione degli uffici.
2ª: alimentazione ruolo Marescialli, con stessi macro settori d’impiego, ma con l’apice di carriera in funzione dei limiti d’età.
Nessuno sconto di scuola, anche per questi, conseguimento della Laurea triennale.
Così verrebbe salvaguardata la collaborazione con l’Università della Tuscia di Viterbo.

Non mi sembra di aver esposto nulla di impossibile.
Sono garantiti gradi per 30 anni di carriera sia ai VSP che non fanno concorsi (apice Serg. Magg. Capo) sia per chi concorre e frequenta la Scuola Allievi e arriva a 1° Maresciallo.
Inoltre, chiunque volesse concorrere a nuove categorie, deve avere almeno 10 anni di servizio (ESPERIENZA!).
Allego un file con lo schema delle carriere.

Buon lavoro a tutti.
Stefano D.

 

I Sergenti. Il Passato, il presente ed il futuro.

Nell’imminenza di importanti e decisivi atti normativi che incideranno in modo sostanziale sullo stato giuridico, ed economico del più “sfortunato” ruolo delle FF.AA. è doveroso per rispetto della sacra verità, illustrare le varie sfumature non note a tutti con la semplicità tipica di chi non ha un conflitto d’interessi che annebbia molto spesso il raziocinio con analisi non proprio sopra le parti.

Parte prima, Il passato
La creazione, del ruolo dei sergenti delle FF.AA. è avvenuta con il famoso D.Legislativo 196/95 che ha istituito i famosi tre ruoli ESECUTIVI delle FF.AA. con alla base il ruolo dei Volontari in servizio permanente caratterizzata dalla attribuzione di un incarico polifunzionale con mansioni esclusivamente esecutive (infatti il livello funzionale assegnato era il V°), ruolo apicale della categoria della truppa, il legislatore nel contempo istituì con l’avallo dei COCER di allora i due ruoli distinti per la categoria dei sottufficiali con mansioni “di concetto” e di “Comando” differenziati e crescenti tra il ruolo dei sergenti (che ha avuto nel suo essere mansioni da VI° livello FUNZIONALE in poi, con obblighi di Comando a livello di squadra previste con apposita tabella vigente al citato 196/95, o di attribuzioni specifiche in funzione della specializzazione ministeriale che ha nel suo essere una SOGGETTIVA responsabilità giuridico-amministrativa funzionale alle mansioni correlate della specializzazione attribuita.), al ruolo dei Marescialli, venivano assegnati maggiori responsabilità di Comando (a livello di plotone) e funzionali con l’assegnazione di specializzazioni che richiedevano un maggior livello di responsabilità giuridico-amministrativa. Dopo una prima ripartizione delle specializzazioni si è assistito ad un graduale spostamento delle specializzazioni dei Sottufficiali ad il solo ruolo dei sergenti dell’E.I., infatti da una prima ripartizione delle specializzazioni tra Comando, Sanità e Tecnici al ruolo marescialli, ed operatori e Riparatori al ruolo dei sergenti dal 2002 i sergenti hanno avuto attribuito anche la specializzazione tecnici. Nei fatti i sergenti oggi svolgono anche le funzioni di vice-comandante di plotone e tutte le specializzazioni tecniche.

Parte seconda, Il presente
Nel presente, il ruolo è formato da quasi 8.000 persone delle FF.AA. tra uomini e donne che disimpegnano quotidianamente la loro specializzazione con addirittura più incarichi nelle officine, nei laboratori, nei Reparti, come consegnatari, sub-consegnatari e responsabili di molti settori un tempo affidati ai Marescialli, è di fatto sono la famosa “ossatura” sempre più concettuale delle FF.AA. con gli appartenenti ai primi corsi sergenti oramai vicinissimi ai 40 anni ed ai 20 anni di servizio. Tanto per essere chiari di personale oramai molto ben inserito nelle file delle FF.AA., che si sente un professionista al 100%, che viene impiegato nelle missioni di pace con l’orgoglio di essere un soldato al servizio della Patria. Che ha subito sulla propria pelle le varie trasformazioni dei modelli di Difesa, che aspetta ancora “giustizia” per essere stato arruolato con la 958/86 ed essere stato costretto, per orgoglio personale e per non essere retrocesso ad effettuare il primi concorsi dei VSP e poi un altro concorso per Sergente in sp., con il connesso trasferimento di sede che era effettuato in quanto lo stesso transitata da una posizione organica da truppa a quella prevista per un sottufficiale, specializzato. Con tutti i disagi personali e soprattutto familiari che tutti i militari dovrebbero conoscere….

Parte terza, Il futuro
Il futuro, sembra non riservare nulla di buono, per i sergenti, all’orizzonte sempre più certo, anzi è sicuro vi è l’unificazione dei ruoli dei sergenti e dei V.S.P., per motivi che oggettivamente sono difficili da comprendere, si dice per dare prospettiva alla carriera oramai finita dei primi V.S.P. oppure per razionalizzare le carriere esecutive delle FF.AA.. Non è dato saperlo, forse esiste un problema di non fare stagnare i VSP, ma nel contempo non si pensa alla stagnazione degli attuali Sergenti, nel grado apicale di Sergente Maggiore Capo Scelto, sì qualcuno pensa anche a questo, ma non ha il coraggio di proporlo e di dirlo, forse perché non è un sergente…..

Occorre rendere più efficiente i ruoli esecutivi delle FF.AA., bene ed allora che significa che i sergenti devono essere accorparti con il ruolo gerarchicamente inferiore per mansioni e funzioni da cui tra l’altro la maggior parte proviene e per fare un dignitoso saltino di qualità ha partecipato e vinto un concorso per titoli ed esami. Ma allora questi sono stati proprio degli ingenui a sacrificarsi, bastava aspettare immobili il “regalo” dell’unificazione per essere promossi sergenti, nel frattempo l’unica vera giustificazione per pochi è stata io nel 1995 ero sergente, si ma di complemento ed a nomina, senza concorso pubblico e non in servizio permanente. Ma allora qualcuno per la stessa tesi potrebbe avanzare una richiesta, io ero UFFICIALE di complemento ed ora sono Maresciallo, o sergente o V.S.P. che facciamo ….. lo dobbiamo promuovere per legge…..

Purtroppo, sembra che tutto questo non basta, questo riordino si deve fare, a tutti i costi, i VSP con i Sergenti, i Marescialli con chi? E gli ufficiali? Per il momento è urgentissimo unificare i due ruoli con la PROMOZIONE dei VSP ed il DEMANSIONAMENTO dei Sergenti che alcuni pensano staranno buoni, sono dei semplici… nei tavoli che contano non sono rappresentati ci sono proprio tutti, i VSP ed i Marescialli ed i sergenti, questi sconosciuti, non HANNO DIRITTO DI PAROLA su una legge che si farà sulla loro carriera. Ma forse qualcuno sta sbagliando le valutazioni …

Di sicuro, i tecnici dovrebbero tenere conto, di un fatto incontrovertibile in Italia nessun lavoratore militare e non può essere DEQUALIFICATO, DESPECILIZZATO o DEGRADATO per legge, questa sarebbe semplicemente INCOSTITUZIONALE, ed i militari che con il giuramento si impegnano a servire la Patria in funzione del loro stato (giuridico) lo dovrebbero sapere molto bene.

Sala dei CREST

Recenti dal Forum

PROMOZIONE AL GRADO DI SERG. MAGG. CAPO DELL'A.M.

E' stato finalmente pubblicato il decreto di promozione al grado superiore dei sergenti maggiori dell'A.M. compresi nella 3^ aliquota di avanzamento riferita al 31 dicembre 2012.

Una problematica rappresentata in tutti le sedi dai dei delegati Cocer AM Antonsergio Belfiori e Alfio Messina che con il loro interessamento hanno sempre richiesto che si velocizzassero le procedure di avanzamento ottenendo, per ultimo, che dei sottufficiali venissero inviati in supporto all'ufficio disciplina per accelerare i lavori.


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Avatar di scuro
scuro ha risposto alla discussione #7515 5 Anni 7 Mesi fa
infatti sul sito di persomil del decreto non c'è più traccia.
Avatar di Alfio Messina
Alfio Messina ha risposto alla discussione #7514 5 Anni 7 Mesi fa
sembra che Persomil abbia fatto un errore e abbia annullato il decreto... stiamo verificando...
Avatar di scuro
scuro ha risposto alla discussione #7511 5 Anni 7 Mesi fa

Alfio Messina ha scritto: No, si tratta della 3^ aliquota del 1° e 2° corso AM


grazie alfio,per quanto riguarda il 3° invece quando si saprà qualcosa ?

SBLOCCO SALARIALE: MISSIONE COMPIUTA

 

Il Cocer Aeronautica, all’indomani degli avvenuti e solerti accrediti delle competenze nel mese di gennaio c.a., verifica con soddisfazione che l’azione intrapresa congiuntamente da Cocer e Sindacati di polizia per lo sblocco del tetto salariale del personale del Comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso Pubblico ha avuto compimento. 

Tale risultato è il frutto di un’azione di lunga durata e di ampio respiro intrapresa nel corso dell’anno 2014 in simbiosi con i Cocer delle altre FF.AA. e FF.PP. ad ordinamento militare e Sindacati di polizia e soccorso pubblico. 

Il punto di non ritorno di questa vertenza è da individuare nelle azioni intraprese nel mese di settembre 2014 culminate nell’incontro con il Governo, alla presenza del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei ministri competenti il 7 ottobre u.s.. 

Un percorso accidentato, non privo di ostacoli e costellato da numerose prese di posizione che sostenevano posizioni minimali quasi che l’interesse del personale non fosse un completo sblocco salariale. Altri personaggi, di volta in volta individuabili in soggetti esterni e interni alla stessa Rappresentanza Militare ed a quella sindacale, hanno tentato invano operazioni demagogiche, opportunistiche e di impossibile realizzazione. 

I Cocer hanno superato ogni ostacolo e respinto a “mani nude ed a viso aperto” lusinghe e proposte irricevibili. 

Di positivo abbiamo trovato alcuni Capi di Forza Armata e Comandanti Generali che hanno lavorato per il buon esito della vicenda. Abbiamo altresì avuto dalla nostra parte tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione senza distinzione alcuna, le forze sociali ed, in dirittura finale, il Governo nelle sue massime figure rappresentative, che hanno riconosciuto la fondatezza delle istanze sebbene non tutte siano state poi recepite integralmente. 

In tale azione il Cocer Aeronautica ha avuto un ruolo da protagonista ben al di là di ogni reale possibilità contemplata dalle desuete norme regolamentari di funzionamento dell’Organismo, dando forza alla necessità di una radicale riforma.  

Ciò è stato possibile per i singoli delegati della Rappresentanza Militare tutta, che ha operato in completa sinergia, soprattutto grazie alla condivisione ed al convinto supporto e sostegno di Voi tutti, donne e uomini dell’Aeronautica Militare che in questo momento ringraziamo con il cuore.  

Altre sfide ci attendono sempre con Voi alle spalle!

 

Roma, 22 Gennaio 2015 

IL COCER AERONAUTICA

 

 


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Avatar di VECCHIATO
VECCHIATO ha risposto alla discussione #7501 5 Anni 8 Mesi fa
grandissimi ragazzi!!!!!
Avatar di golia
golia ha risposto alla discussione #7500 5 Anni 8 Mesi fa
come si dice nei nostri ambienti lavorativi un BRAVO ZULU per il lavoro svolto.

CASO MARÒ: CONVOCATO COCER INTERFORZE

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Delegato Alfio Messina, preoccupano notizie dall'India su mancato permesso a Girone

Roma, 3 gen. (AdnKronos) - «Il Cocer Interforze si riunirà il prossimo 7 gennaio 2015 per discutere e intraprendere delle iniziative a supporto dei due fucilieri di Marina trattenuti in India anche alla luce dell'imminente scadenza del permesso speciale concesso a Latorre per motivi sanitari».

Ne dà notizia il delegato del Cocer Alfio Messina. «Latorre adesso è ricoverato a Milano e a lui vanno principalmente i miei auguri di pronta guarigione ma anche la notizia pubblicata sul quotidiano indiano 'The Economic Times' basata su fonti di un alto funzionario locale, che riferisce di come il vero motivo della mancata concessione a Girone di un permesso natalizio fosse quello di tenerlo 'ostaggiò a garanzia del ritorno di Latorre in India mi preoccupa parecchio», rileva Messina. (Mac/AdnKronos) 

 

DIFESA, MARO’: IL COCER INTERFORZE CONVOCATO D’URGENZA
 
(AGENPARL) – Roma, 03 gen – “Il Cocer Interforze si riunirà il prossimo 7 gennaio 2015 per discutere e intraprendere delle iniziative a supporto dei due fucilieri di Marina trattenuti in India anche alla luce dell’imminente scadenza del permesso speciale concesso a Latorre per motivi sanitari”.
“Latorre adesso è ricoverato a Milano e a lui vanno principalmente i miei auguri di pronta guarigione ma anche la notizia pubblicata sul quotidiano indiano «The Economic Times», basata su fonti di un alto funzionario locale, che riferisce di come il vero motivo della mancata concessione a Girone di un permesso natalizio fosse quello di tenerlo “ostaggio” a garanzia del ritorno di Latorre in India mi preoccupa parecchio”.

Lo dichiara Alfio Messina, delegato presso il COCER Interforze.

 

Marò, Cocer interforze: convocata riunione d'urgenza
 
Roma, 3 gen. (askanews) - Il Cocer, Consiglio centrale di rappresentanza, Interforze è stato convocato d'urgenza "per discutere e intraprendere delle iniziative a supporto dei due fucilieri di Marina trattenuti in India anche alla luce dell'imminente scadenza del permesso speciale concesso a Latorre per motivi sanitari": lo ha annunciato il delegato dell'organo di rappresentanza militare, Alfio Messina. Il Cocer Interforze si riunirà il prossimo 7 gennaio 2015.
"Latorre - ha sottolineato il delegato del Cocer - adesso è ricoverato a Milano e a lui vanno principalmente i miei auguri di pronta guarigione, ma anche la notizia pubblicata sul quotidiano indiano 'The Economic Times', basata su fonti di un alto funzionario locale, che riferisce di come il vero motivo della mancata concessione a Girone di un permesso natalizio fosse quello di tenerlo 'ostaggio' a garanzia del ritorno di Latorre in India, mi preoccupa parecchio".

Persomil certifica lo sblocco stipendiale ottenuto dal Cocer

Pubblichiamo la circolare emessa da Persomil in tema di sblocco stipendiale.

Adesso, anche i più scettici, dovranno ricredersi ed accettare il risultato ottenuto lo scorso settembre/ottobre dal Cocer congiuntamente ai sindacati di Polizia.

Fatti e non parole che consentiranno ai colleghi di ricevere da gennaio i propri soldi!

Alfio Messina e Antonsergio Belfiori

 

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Avatar di Alfio Messina
Alfio Messina ha risposto alla discussione #7498 5 Anni 8 Mesi fa
Claudino, cosa c'è da spiegare? Per caso hai in busta paga "classi e scatti"? Credo di no, almeno che tu non sia un ufficiale per i quali invece queste voci sono previste e sono state bloccate anche per il 2015
Avatar di claudino
claudino ha risposto alla discussione #7497 5 Anni 8 Mesi fa
In particolare questo trafiletto......- conferma che gli anni 2011, 2012, 2013, 2014 e 2015 non sono utili ai fini della maturazione degli scatti e delle classi stipendiali;.....grazie
Avatar di claudino
claudino ha risposto alla discussione #7496 5 Anni 8 Mesi fa
Ciao alfio...per favore mi puoi spiegare la email ricevuta oggi riguardante le modalita dello sblocco?

Re.S.I.A: qualificati 21 Sergenti “Informatici”

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Si è concluso, presso il Reparto Sistemi Informativi Automatizzati (Re.S.I.A.), il 25° corso per l'acquisizione della specialità informatica per sottufficiali a cui hanno partecipato 21 sergenti del corso Minerva provenienti dalla Scuola Specialisti di Caserta. Il corso, iniziato lo scorso 28 ottobre, ha avuto una durata di sei settimane.

I frequentatori hanno ricevuto nozioni di base dell'informatica, linguaggi di programmazione e database, reti, sistemi operativi e cenni di cyber defense.

Durante la cerimonia di consegna degli attestati, il Colonnello Costantino Russo, Comandante del Re.S.I.A., ha espresso il suo più vivo compiacimento per i risultati ottenuti e l'impegno dimostrato, sottolineando l'importanza dell'ICT (Information Communication Technology) per l'Aeronautica Militare. Il Comandante ha poi aggiunto che questo corso è soltanto l'inizio di un percorso formativo che proseguirà al rientro nei Reparti di appartenenza.

Il Re.S.I.A., dal 2006 ad oggi, ha contribuito alla formazione di circa 350 militari appartenenti ai Sottufficiali e alla Truppa della Forza Armata nel settore ICT, grazie al costante contributo di personale docente, interno al Reparto.

 

fonte: http://www.aeronautica.difesa.it/News/Pagine/20141216_Qualificati-21-Sergenti-Informatici-Minerva.aspx