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Pubblicata la legge di stabilità. Ecco gli effetti sui militari.

pubblicato da Alfio Messina <- visita il profilo

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È stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 265 del 14 novembre (suppl. ord. n. 234) la legge di stabilità. Si tratta della L. 12 novembre 2011, n. 183 recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2012)".
Nella stessa Gazzetta è stato pubblicato il "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014" (L. 12 novembre 2011, n. 184).

Per quanto di interesse del personale militare della Difesa, è da attenzionare l'articolo 4 (commi da 94 a 96).
In particolare è possibile leggere che al fine di soddisfare le esigenze funzionali e di assicurare continuità all'alimentazione del personale militare, si attribuisce la facoltà di transitare tra Esercito, Marina e Aeronautica ai volontari in ferma prefissata e in servizio permanente e ai sergenti. Ma senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. Secondo la relazione tecnica la disposizione in esame si giustifica in quanto la circolazione fra Esercito, Marina e Aeronautica potrebbe contribuire a risolvere eventuali carenze di specifiche professionalità in una determinata Forza Armata. Si prevede poi temporaneamente, ossia per il triennio che va dal 2012 al 2014, la possibilità di trasferimenti di sottufficiali e di ufficiali (questi ultimi, fino al grado di tenente colonnello incluso) appartenenti all'Esercito, alla Marina e all'Aeronautica verso altre pubbliche amministrazioni. Si interviene anche in materia di indennità di trasferimento d'autorità per il personale in servizio all'estero. E infine vitto e alloggio del personale delle amministrazioni statali in missione sul territorio nazionale per motivi di servizio dovranno essere fruiti nelle strutture delle amministrazioni di appartenenza. Ovviamente, se esistenti e disponibili.

Lo stesso articolo 4, al comma 1 prevede un pacchetto di misure che, collegate a quelle previste nell'articolo 3 (la riduzione delle spese rimodulabili dei ministeri è di 9,606 miliari nel 2012, 4,401 miliardi nel 2013 e 4,259 miliardi nel 2014), tagliano le spese dell'amministrazione centrale per le quali non è possibile una rimodulazione. Si tratta di spese derivanti da fonti legislative o di semplici spese di adeguamento al fabbisogno. Obiettivo della norma è determinare minori oneri per il bilancio dello Stato rispetto all'attuale livello di spesa. I tagli sono fatti ministero per ministero.
Al comma 41 (modifica della tariffazione dei servizi di assistenza al volo), invece, si interviene sulla modalità di calcolo del coefficiente unitario di tassazione di terminale (Ctt), cioè il parametro per il calcolo della tariffa di assistenza in terminale dei voli, parametrandola su un volume di costi maggiore. L'effetto sarà un aumento della tariffa, i cui maggior proventi andranno nelle casse della Difesa.

Per quanto riguarda le pensioni, all'art. 5, ferma restando la normativa vigente in materia di decorrenza dei trattamenti pensionistici (cosiddette "finestre") e di adeguamento all'incremento delle aspettative di vita, viene stabilita un'età minima di accesso al trattamento pensionistico di vecchiaia non inferiore a 67 anni, tenuto conto del regime delle decorrenze, a partire dal 2026.

Particolare attenzione merita anche l'art. 16 (Pubblico impiego, mobilità). In sostanza viene ridisegnata la procedura da attivare nel caso di situazioni di soprannumero o eccedenze di personale all'interno delle amministrazioni pubbliche. In questi casi (da comunicare alla Funzione Pubblica) si procede (se ne ricorrono i presupposti) al "licenziamento forzoso" per raggiungimento dei 40 anni di contributi. In subordine, si procede alla ricollocazione totale o parziale del personale in soprannumero o in eccedenza nell'ambito della stessa amministrazione ricorrendo a forme flessibili della gestione del tempo di lavoro o a contratti di solidarietà, ovvero presso altre amministrazioni (anche fuori dalla Regione di lavoro). In ultima analisi, scatta il collocamento in disponibilità. Dalla data di collocamento in disponibilità restano sospese tutte le obbligazioni inerenti al rapporto di lavoro. Mentre il lavoratore ha diritto a un'indennità pari all'80 per cento dello stipendio e dell'indennità integrativa speciale, con esclusione di qualsiasi altro emolumento retributivo comunque denominato, per la durata massima di ventiquattro mesi. I periodi di godimento dell'indennità sono riconosciuti ai fini della determinazione dei requisiti di accesso alla pensione e della misura della stessa. E' riconosciuto pure il diritto all'assegno per il nucleo familiare.

L'articolo 29 interviene sull'autorizzazione e la copertura di spesa della cosiddetta "Mini Naja" dando carattere permanente alle spese originariamente previste a titolo sperimentale per un triennio. Confermata la spesa di 7.500.000 euro per il 2012 e prevista una spesa di 1.000.000 euro a decorrere dal 2013. Indicata la copertura degli oneri derivanti.

Infine, con l'articolo 33, comma 13, viene prorogato, per il 2012, uno specifico regime fiscale agevolato per il personale del comparto "sicurezza, difesa e soccorso pubblico". La disciplina riconosce al titolare di un reddito da lavoro dipendente non superiore, nell'anno precedente, a 35mila euro una riduzione dell'Irpef (e delle relative addizionali regionali e comunali) sul trattamento economico accessorio, nel limite complessivo di spesa di 60 milioni di euro. Tale regime è definito con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei ministri interessati, di concerto con il ministro per la Pubblica amministrazione e con il ministro dell'Economia.
Al comma 18 viene stabilito per il 2012 un incremento di 700 milioni di euro dello stanziamento del Fondo per il finanziamento delle missioni di pace, finalizzato al proseguimento della partecipazione italiana a missioni internazionali fino al 30 giugno 2012.
Con il comma 19 del medesimo articolo 33 vengono prorogati, a decorrere dal 1° gennaio 2012 e fino al 31 dicembre 2012, gli interventi di impiego del personale delle Forze armate per le operazioni di controllo del territorio (articolo 24, commi 74 e 75, del Dl 78/2009, con Provvedimenti anticrisi), nonché proroga di termini, nell'ambito del piano di impiego (articolo 7-bis, comma 1, terzo periodo, del Dl 92/2008 con Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica). È autorizzata per il 2012 una spesa di 72,8 milioni, dei quali 67 milioni per il personale delle Forze armate e 5,8 milioni per le Forze di polizia.


Cordialmente,

Alfio MESSINA


Inviato: 2 Anni 8 Mesi fa da Theguardian #4452
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ma vale anche per noi , andare in pensione a 67 anni di eta'? e cosa dobbiamo andarci a fare piu' a quel'eta' a lavorare, a leggere il giornale o a giocare a biliardo? :laugh:

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