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MANOVRA: COCER INTERFORZE, OFFESA DIGNITA' FORZE ARMATE

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MANOVRA: COCER INTERFORZE, OFFESA DIGNITA' FORZE ARMATE
(ANSA) - ROMA, 25 GIU - ''Non si puo' piu' continuare a scherzare con il personale delle forze armate e delle forze di polizia in una sorta di tira e molla sulle singole norme di interesse inserite nella manovra finanziaria in cui viene offesa, prima ancora della tasca, la dignita' degli operatori della difesa e della sicurezza''. Lo afferma il presidente del Cocer Interforze, generale Domenico Rossi, unendosi alle parole del sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto, che aveva parlato di burocrazia del ministero dell'Economia contro forze armate e di polizia. ''Occorre - sostiene Rossi - che il ministero dell'Economia decida a priori e chiaramente se intende o meno riconoscere l'azione del Parlamento che ha sancito in modo inequivocabile la specificita' del comparto rispetto al pubblico impiego e dare concretezza a tale norma o porsi su uno scranno censore piu' alto. Affidiamo l'esame della situazione e la risposta al presidente del consiglio che ben conosce il nostro operato''. ''Nessuno - aggiunge - vuole privilegi e tutti vogliono contribuire ma le norme in questione o sono figlie di superficialita' o di un accanimento nei confronti del comparto assolutamente non accettabile''. (ANSA)
 
 

Il relatore del decreto in commissione Bilancio al Senato presenterà alcune modifiche

Scuola e sicurezza, manovra sarà corretta

Meno tagli alla spesa per insegnanti e agenti. Cambiamenti anche sulle pensioni di invalidità
 

ROMA — Scuola, pensioni di invalidità, difesa e sicurezza. Si apre qualche spiraglio per la correzione di alcuni dei punti più dolenti del decreto con la manovra per la riduzione del deficit pubblico, all’esame del Senato. Già martedì prossimo Antonio Azzollini, presidente della Commissione Bilancio e relatore del decreto, potrebbe presentare alcune modifiche concordate con il governo. «Ci sarà l’emendamento per portare a 65 anni l’età per le pensioni delle donne nel pubblico impiego, chiesto dalla Ue, e una proposta di modifica—ha detto Azzollini— alle norme sulle pensioni di invalidità», escludendo dalla stretta «una serie di patologie».

Per l’alleggerimento dei tagli alla scuola c’è già un’intesa di massima con il governo ma occorrerà aspettare ancora qualche giorno, mentre la ridefinizione della manovra a carico di Regioni ed enti locali è demandata al tavolo tra le autonomie e l’esecutivo. Uno dei capitoli ancora da risolvere riguarda il comparto difesa e sicurezza, colpito dal blocco triennale degli stipendi a livello del 2010 e dall’annullamento degli scatti automatici di carriera. Il malumore sale e le forze di polizia stanno organizzando iniziative di protesta per il primo luglio. Le misure previste dalla manovra «non tengono minimamente conto della specificità del nostro comparto rispetto al pubblico impiego» spiega il Generale Domenico Rossi, presidente del Cocer Interforze. Misure «che possono creare difficoltà serie nelle linee di comando», aggiunge. Per il loro effetto combinato, ad esempio, l’adeguamento dello stipendio al conseguimento per concorso del grado di maresciallo sarebbe garantito a chi viene dal servizio civile, ma non a un sergente o a un caporalmaggiore. Allo stesso modo, un tenente colonnello con minore anzianità di servizio, in caso di promozione per merito, dovrebbe continuare a prendere meno soldi dei suoi sottoposti con maggiore anzianità.

Così il ministero della Difesa ha proposto all’Economia una diversa articolazione dei tagli. Gli stessi risparmi, spiega il sottosegretario Guido Crosetto, potrebbero derivare da una ridefinizione del «Modello Difesa », con un taglio d’organico di 10 mila unità nelle Forze Armate (da 190 a 180 mila), e di 7 mila civili (da 37 a 30 mila). Sulla scuola il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che dopo il G8 in Canada tornerà a Roma solo martedì prossimo, ha già dato ai sindacati la sua disponibilità a correggere i tagli alla spesa per il personale. L’annullamento per i prossimi tre anni degli scatti di carriera per gli insegnanti, che è poi l’unico strumento a determinare gli aumenti di stipendio, potrebbe essere parzialmente rivisto. Pur mantenendo il blocco, il Tesoro potrebbe destinare un terzo dei risparmi attesi dalla manovra sul comparto agli adeguamenti del salario dei docenti.

Mario Sensini
27 giugno 2010 (fonte: Corriere della Sera)


Inviato: 4 Anni 4 Mesi fa da Concordia #2797
Avatar di Concordia
La truppa si lamenta, aumentate la paga ai generali. Appunto la truppa e' in ginocchio aiutiamola ad rialzarla. :blink:
Inviato: 4 Anni 4 Mesi fa da Alfio Messina #2789
Avatar di Alfio Messina
Una "risposta" al Generale ROSSI viene data dal delegato GDF Trinx.
Ecco cosa dice:
GENERALE ROSSI, FACCIA UN PASSO INDIETRO, NON SIA PARAFULMINE DI SCELTE SCELLERATE - di Salvatore Trinx



I generali devono fare i generali. Chi è dirigente non può essere parte e controparte. I generali sono dirigentI. Non sono contrattualizzati. E riescono a essere parte e controparte. Beati loro.

Sono l’ultimo dei moicani. La mia non è una lotta di classe, è una fotografia sconosciuta ai più che sviluppo per i non addetti ai lavori. Il generale Rossi è tutto ciò: è generale di corpo d'armata dell'Esercito, presidente del Cocer interforze, comandante della Capitale. Era quel signore che apriva la sfilata della festa della Repubblica. Basta questo per farsi un'idea su chi è chi deve tutelare, in qualità di "capo in testa", gli interessi degli uomini in divisa e stellette.

La sezione Cocer Guardia di Finanza già da tempo, e non da sola, denuncia l'inutilità del Cocer interforze. Leggi assurde hanno coniugato con un vincolo d'indissolubilità unioni tra entità così diverse tra loro, tra le stesse Forze Armate nonché con la Guardia di Finanza.

Le unioni forzate e formalizzate non per libera scelta ma imposte da altri non possono di certo garantire un quieto vivere e una vita armoniosa fondata su basi solide. La rappresentanza militare vive su palafitte. I paletti di sostegno marci dal tempo e stanno sprofondando. Quando questa separazione avverrà, non avendo caratteristiche religiose, non vi sarà né peccato né scomunica.
.
La rappresentanza militare è il peggior matrimonio che si poteva concepire, mutuato da pratiche di caste votate all’autoconservazione. Ha il suo retaggio nella divisione tra classi sociali e nell’unione tra famiglie in base al prestigio e al patrimonio che si portavano in dote. Così non va. Il Cocer non è unione di sentimenti e tanto meno di idee. Il Cocer è apoteosi di disomogeneità. Una babele in uniforme.

Che c’entra Rossi con tutto questo? C’entra. Eccome se c’entra!

Anche popoli che parlano lingue differenti dialogano tra loro quando l'interesse è comune. Oggi è comune. Dovrebbe essere comune. Diritti compressi, limitazioni e privazioni sono all'ordine del giorno, sono in procinto di essere alleggeriti i portafogli di tutti. Appartenenti al Comparto difesa e sicurezza in primis.

E il nostro condottiero che fa? Fa il Generale.Il Generale, tutti lo sappiamo, comanda eserciti, studia tattiche di guerra, strategie, attacchi, contrattacchi. Fa le guerre. Ma le fa in nome dello Stato. Quando questa sua esperienza la deve tramutare da strategia di attacco in difesa - e a difesa - dei diritti del personale si accorge che non può farlo. E non può farlo perché sarebbe come sparare “fuoco amico” su uomini che in quel momento sono lo Stato. Lo Stato di cui lui è interprete ed espressione.

Il generale Rossi è persona ammodo. Persona simpatica e intelligente. Ma questo non lo può trasformare nell’interprete dei problemi del personale contrattualizzato. Né ha le caratteristiche, a parere di chi scrive, di poterlo rappresentare. Essere presidente del Cocer è altra cosa che essere “il generale” presidente del Cocer. Generale di corpo d'armata. Comandante della Capitale. Presidente del Cocer interforze. Dirigente non contrattualizzato. Ci sta un pizzico di conflitto di interesse? Ci sta o no, anche se in Italia nessuno si scandalizza più?

La manovra finanziara ci sta stroncando tutti. La più alta ingiustizia mai perpetrata da un governo nei confronti delle Forze dell'ordine e delle Forze armate si sta consumando. E la guida della rappresentanza militare che strategia ha in serbo per contrastare il "fuoco amico"? Pensa che possa bastare una blanda conferenza stampa per contrastare tutto ciò?

Prendere tempo non è bene. Sparare a salve ancor meno. Un generale di corpo d’armata qualsiasi scelta faccia sa che ne va del proprio futuro. A tal livello nomine e incarichi sono prerogative del governo che chiede atti di rispetto e fedeltà. Come si può conciliare tutto ciò senza urtare la sensibilità politica, andando a favore del personale?

La truppa si lamenta, aumentate la paga ai generali. Non regge più. Anche la truppa si incazza. Generale Rossi, lei è una persona per bene. Faccia un passo indietro. Non sia parafulmine di scelte scellerate a discapito della dignità dei SERVI (specificità) dello STATO.

SALVATORE TRINX

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