5-0

   

  5-0


CAPORALE NON PUO' ASSISTERE PAPA' MALATO, APPELLO A NAPOLITANO

 

 

CAPORALE NON PUO' ASSISTERE PAPA' MALATO, APPELLO A NAPOLITANO

 

(AGI) - Roma, 15 dic. - "Signor presidente, lasci che il signor Raffaele Cirillo, affetto da sclerosi laterale amiotrofica, termini le sue sofferenze terrene tra le braccia del figlio Domenico".

Comincia così l'appello lanciato a Giorgio Napolitano da Luca Tartaglione, primo maresciallo dei Bersaglieri, delegato nazionale del Cocer dell'Esercito. Nella speranza che  un intervento del capo dello Stato sblocchi una vicenda a metà tra il dramma e l'ordinaria burocrazia.

 

Tutto nasce da un trasferimento negato: quello che Domenico, caporal maggiore  scelto in servizio presso il 6* Reggimento Trasporti di Budrio (Bologna), aveva chiesto ai sensi dell'articolo 33, comma 5, della legge 104 del   '92.


"Motivo del 'no', con ogni probabilità - spiega Tartaglione - il fatto che a Marcianise (Caserta), nel comune di residenza del padre malato esistono parenti e/o affini entro il terzo grado di parentela, potenzialmente in  grado di prestargli assistenza. L'intenzione, condivisibile, e' quella di evitare abusi, ma chiunque desse un'occhiata alla camera da letto di Raffaele Cirillo capirebbe che non e' questo il caso". Niente mobili, solo respiratori, bombole di ossigeno, gruppi elettrogeni, aspiratore chirurgico e tutto ciò che serve per poter respirare: "perchè Raffaele - scrive il delegato Cocer - ormai può solo respirare".


"Non può uscire, non può giocare con i nipoti, non può parlare con i figli, non può nemmeno chiedere aiuto alla moglie ( tra l’altro invalida  per più del 75%) ma comprende tutto e soffre per la lontananza del suo  figlio adorato: non ha più funzioni motorie, non può difendersi, non  può cambiare la sua posizione, e' dipendente da altri al 100%". Morale: il figlio "corre su e giu' sulla tratta Budrio-Marcianise poiché e' l'unico che fisicamente può spostare nel letto il papà, un adulto di 80 kg".


Non solo: Domenico da circa 8 mesi, per l'esattezza dal 13 aprile, attende inutilmente di essere ascoltato dal ministro della Difesa (colloquio chiesto con regolare domanda). Ma quando il sergente Roberto Fiore, un suo collega di caserma rappresentante del Cobar, ha scritto una lettera al comandante di Reggimento chiedendo, "con toni decisi", aiuto e solidarietà per Domenico, ha "guadagnato" solo l'avvio di un procedimento disciplinare a suo carico.


"Signor presidente - conclude Tartaglione -, mi aiuti a fare questo regalo di Natale, disponga affinché il soldato Domenico possa almeno fruire di un provvedimento temporaneo che gli consenta di essere in quel di  Marcianise,  allorquando il padre Raffaele terminerà le sue tremende sofferenze terrene e si presenterà alla presenza di Dio".

 

(AGI) Bas 151609 DIC 07 NNNN

 


 

APPELLO AL CAPO DELLO STATO DA PARTE DEL DELEGATO COCER LUCA TARTAGLIONE

 

Egregio On.le Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana.

 

Signor Presidente, lasci che il Signor Cirillo Raffaele affetto da S.L.A. ( sclerosi laterale amiotrofica malattia del motoneurone degenerativa e progressiva nel provocare disabilita' motoria totale) termini le sue sofferenze terrene tra le braccia del figlio Caporal Maggiore Scelto dell’Esercito Italiano Domenico Cirillo, in servizio presso il 6° Reggimento Trasporti di BUDRIO (BO).

Signor Presidente, il soldato Cirillo, si e’ visto rigettare la domanda di trasferimento formulata ai sensi dell’art. 33, comma 5, L.104/92, verosimilmente perchè nel comune di residenza del padre malato esistono parenti e/o affini entro il 3° grado di parentela in grado di prestare assistenza(?).

Signor Presidente, la camera da letto del signor Cirillo Raffaele non ha per arredamento i mobili  ma delle macchine che servono a tenerlo in vita: respiratori, bombole di ossigeno, gruppi elettrogeni, aspiratore chirurgico e tutto cio’ che  serve per poter respirare, perche’ Signor Presidente, ormai puo’ solo respirare. Il Signor Raffaele Cirillo, non puo’ uscire, non puo’ giocare con i nipoti, non puo’ parlare con i figli, non puo’ nemmeno chiedere aiuto alla moglie ( tra l’altro invalida per piu’ del 75%) ma comprende tutto e soffre per la lontananza del suo figlio adorato che con orgoglio sa di essere un Soldato di Pace della Repubblica Italiana.

Signor Presidente, la s.l.a., purtroppo, ti immobilizza in un letto, ma ti da’ la capacita’ di comprendere fino alla fine tutto cio’ che succede intorno; il signor Cirillo e’ un uomo perfettamente cosciente che non puo’ muovere un dito e nemmeno dire al figlio “ ti voglio bene”; il signor Cirillo non ha piu’ funzioni motorie, non puo’ difendersi, non puo’ cambiare la sua posizione, determinante per lenire le tremende piaghe da decupido, esso è  dipendente da altri al 100%, la sua tremenda  malattia è in una fase estremamente critica, Egli infatti respira attraverso la tracheostomia e dipendenza dal ventilatore polmonare meccanico e necessita di aspirazione dei muchi dalla cannula con l'aspiratore chirurgico sino a 10-12 volte al giorno.

Signor Presidente, il soldato Cirillo corre su e giù sulla tratta Budrio (BO) - Marcianise (CE)  (residenza del Padre) poiché è l’unico che fisicamente può spostare il papà, un adulto di 80 kg, nel letto per evitare la formazione di piaghe da decubito, e lo fa con estrema devozione e amore destinando ogni sua sinergia psico-fisica; e ciò è molto bello Signor Presidente, io stesso sono padre di 4 figli e spero di ricevere lo stesso amore che il soldato Cirillo riversa sullo sfortunato genitore.

Signor Presidente, dal 13 aprile 2007 (circa 8 mesi) il soldato Cirillo attende di essere ascoltato dal Ministro della Difesa come da istanza formulata ai sensi del art. 39, comma 5, del  Decreto del Presidente della Repubblica 18 luglio 1986, n. 545.

Invero, Signor Presidente, non tutti i colleghi della sua Caserma sono restati indifferenti alla sofferenza del soldato CIRILLO, tanto che un suo Rappresentante – delegato Co.Ba.R. Sergente Roberto FIORE – ha scritto una lettera al Comandante di Reggimento postulando, con toni decisi ed aspramente commisurati alla situazione, AIUTO E SOLIDARIETA’ per il soldato CIRILLO e per il suo povero Padre Raffaele, purtroppo a questo appello del delegato Co.Ba.R. è seguito un’avvio di procedimento disciplinare a carico dello stesso. Ma questa, Signor Presidente, è un’altra storia che certamente può servire per la formulazione della Riforma della Rappresentanza Militare attualmente in discussione al Senato della Repubblica.

Signor Presidente, affido quest’appello a mezzi mediatici solo ed esclusivamente perché la situazione del Signor Raffaele Cirillo non può attendere le notorie lungaggini burocratiche.

Signor Presidente, mi aiuti a fare questo regalo di Natale al Signor CIRILLO RAFFAELE, conceda un po’ della sua immensa umanità a questi figli della Repubblica, disponga acchè il soldato CIRILLO possa almeno fruire di un provvedimento temporaneo che gli consenta di essere in quel di Marcianise, allorquando il Padre Raffaele terminerà le sue tremende sofferenza terrene e si presenterà alla presenza di Dio.

 

Buon Natale Signor Presidente.

 

Con deferenza

Luca Tartaglione